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Un saluto a Jean Rollin

E' scomparso un grande regista francese, che per tanti anni ha esplorato le strade del cinema di genere.

jean rollin

Le ultime ore sono state purtroppo nefaste per il mondo del cinema. Se n’è infatti andato Blake Edwards, assoluto maestro della commedia, e insieme a lui è scomparso anche Jean Rollin, cineasta francese poco conosciuto al grande pubblico, ma molto amato dagli appassionati dell’horror e affini.

Rollin è morto a 72 anni. Era malato da tempo. Nel corso della sua lunghissima carriera, iniziata alla fine degli anni cinquanta, ha saputo imporsi come uno degli alfieri del cinema di genere più puro e genuino, realizzato con pochi mezzi ma tanta passione. Un po’ come Jesus Franco, anche lui, nel suo piccolo, ha navigato per decenni nel mare dei B-Movies, riuscendo comunque a codificare una poetica ben precisa, raffinata e onirica, visionaria e sempre ricercata dal punto di vista estetico, grazie alla quale i suoi lavori spesso assomigliavano a tele pittoriche in movimento.

Specialista dell’horror e dell’erotismo, Rollin, a partire dal 1968, l’anno di Le Viol du Vampire (uno dei pochi film che uscirono nelle sale durante i difficili giorni delle contestazioni studentesche in Francia), ha continuato per la sua strada, senza mai raggiungere una visibilità destinata alle masse, ma dedicandosi con coraggio e coerenza all’esplorazione dei generi. Ha diretto diversi horror a sfondo vampirico, e negli anni settanta e ottanta anche molte pellicole hard core, firmandosi con vari pseudonimi.

Nella sua vasta filmografia possiamo ricordare, ad esempio, La vampira nuda, Violenza ad una vergine nella terra dei morti viventi, L’isola delle demoniache, Fascination, fino a Les Deux Orphelines Vampires e L’amante di Dracula.

Un grande rappresentante di un cinema incontaminato, soffuso, sensuale, e tanto affascinante quanto fuori dal tempo.

Salut, Monsieur Rollin.