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Bad Biology - Recensione

Parliamo dell'ultimo film di Frank Henenlotter, horror comedy ad alta gradazione sessuale.

bad biology posterRieccoci. Siamo mancati per alcuni giorni, e ce ne scusiamo, anche se non è stata una scelta voluta. Lo stop è infatti dipeso da un cambio di server. Torniamo comunque da oggi ad aggiornare la Guida Horror, e lo facciamo parlando di Bad Biology, film diretto da Frank Henenlotter e realizzato nel 2008.

Henenlotter, negli anni Ottanta, è stato uno degli alfieri dello splatter/gore, inteso nella sua veste maggiormente ludica e corrosiva, attraverso piccoli capolavori di genere come Basket Case e Brain Damage. Da allora le cose sono molto cambiate, e oggi viviamo nell’era degli spaventi facili e fasulli. Navighiamo nell’epoca della tecnologia imperante, dei mockmumentary, della serialità infinita, dei remake inutili, dei prodotti commerciali adatti a un pubblico dai gusti assai poco raffinati.

In questo scenario, il regista nato a Long Island decide di ribellarsi e tornare al passato, facendo un film che ci riporta indietro di trent’anni. Una scelta coraggiosa e decisamente apprezzabile, anche perché forse mai come ora ci sarebbe bisogno di recuperare un po’ di quella genuinità perduta e soffocata dalla standardizzazione di massa. Peccato però che il risultato non sia pari allo spirito del progetto. Tutt’altro.

Sono nata con sette clitoridi“. Questa è la prima frase prounciata dalla protagonista di Bad Biology. Un incipit da cui già si può intuire molto. Il ritorno di Henenlotter è infatti una horror comedy in cui il sesso domina la scena dall’inizio alla fine. Ci sono vagine affamate che hanno bisogno di accoppiarsi in continuazione, generano orgasmi multipli e partoriscono mostriciattoli raccapriccianti. Ci sono peni giganti che restano in vita tramite iniezioni di steroidi per cavalli e farmaci vari, e alla fine si staccano dal proprietario per andare a zonzo in autonomia e deflagrare ogni malcapitata donna. Abbiamo poi soprattutto due personaggi “diversi”, due freaks, che durante la narrazione finiscono per incontrarsi e mettere a confronto la propria emarginazione sociale, e si pone in essere un tentativo di riflessione sulla potenza carnale e meccanica del sesso nel mondo contemporaneo.

bad biology film

Lo spirito è proprio quello di Brain Damage, il respiro è antico, e l’autore non si tira indietro di fronte a scelte stilistiche e dialogiche piuttosto estreme (gli organi genitali sono mostrati in continuazione senza remore, le attrici sono quasi sempre nude, e la protagonista a un certo punto sostiene addirittura “God wants to fuck me“).

Il ritmo, però, è spesso latitante, il giochino risulta stancante e asfittico, gli attori sono quasi impresentabili, e il tutto è girato in modo abbastanza approssimativo. Si sorride ma non si ride, non ci si scandalizza più di tanto nonostante i temi trattati, e lo svolgimento finisce per essere assai scontato.

Onore dunque a Henenlotter per aver tentato di farci tornare a un’età dell’oro ormai perduta, ma si poteva dare di più.