Scene da commedia all'italiana: Il Sorpasso

In un post precedente ho accennato alla difficoltà di definire questo macrogenere che è la commedia all’italiana. A tal proposito può essere utile riportare una definizione del critico Maurizio[...]

In un post precedente ho accennato alla difficoltà di definire questo macrogenere che è la commedia all’italiana. A tal proposito può essere utile riportare una definizione del critico Maurizio Grande :«La commedia descrive in forme comiche il malessere del soggetto che si fa io: il soggetto che trasforma le pulsioni in desideri realizzabili, in obiettivi condivisi dalla società». Ora, secondo me questa definizione ha la pecca di essere troppo psicoanalitica. E tuttavia ci dà alcuni elementi importanti per il nostro discorso. La commedia all’italiana, nata intorno alla metà degli anni cinquanta, vuol raccontare i vizi e i difetti degli italiani. Tramite l’uso del comico, del grottesco, deride l’italiano medio, piccolo borghese, cinico e spietato. Il suo grande successo è dipeso dal fatto che il genere commedia si adattava molto bene all’Italia che stava venendo fuori negli anni 60. Non più l’Italia povera del dopoguerra ma l’Italia del boom economico, arrogante e spendacciona.
“Il Sorpasso” di Dino Risi è in questo senso un’istantanea formidabile del paese. Gassman è un stupefacente prototipo dell’italiano figlio del benessere economico, irresponsabile e fanfarone. È l’uomo che corre sulla sua automobile, che evita qualsiasi tipo di responsabilità. Il film non è che una lunga corsa verso la morte. “Il Sorpasso” finisce con il tragico incidente in cui muore il compagno di viaggio – Trintignant – di Bruno/Gassman. Come tutte le commedie all’italiana, Il Sorpasso è un film moralista. Il finale tragico della commedia è la lezione del regista: questa gioventù rampante ci porterà alla distruzione.

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