Questo sito contribuisce alla audience di

Scene da commedia all' italiana (parte III) : Divorzio all' Italiana

Basato su una sceneggiatura potente e su una regia dinamica, “Divorzio all’italiana” è forse la migliore commedia che il cinema italiano abbia prodotto. Del resto siamo negli anni in cui la[...]

Basato su una sceneggiatura potente e su una regia dinamica, “Divorzio all’italiana” è forse la migliore commedia che il cinema italiano abbia prodotto. Del resto siamo negli anni in cui la commedia all’italiana ha i suoi migliori successi: da “I Soliti Ignoti” (1958) di Mario Monicelli a “Il Sorpasso” (1962) di Dino Risi.

“Divorzio all’Italiana” è del 1961 è segna il passaggio di Pietro Germi dal melodramma alla commedia. Il regista, famoso per film sentimentali e intensi come “Il Ferroviere” o “Un Maledetto Imbroglio”, sceglie di cambiare stile narrativo. Il film ha un ritmo incalzante, è pieno di geniali trovate narrative e gag simpaticissime. Ma, soprattutto, vi è l’uso del grottesco che non era presente negli altri film di Germi e che sarà una costante di questo genere.

La caratteristica principale della commedia degli anni ’60 è la deformazione della realtà per mostrarne l’ipocrisia e il cinismo dei personaggi che la popolano. Germi, come Risi e Monicelli, è un moralista che punta l’indice contro quella cattiva coscienza degli italiani nascosta e mistificata da una morale inconsistente e da una finta bonarietà.

Il protagonista - Il barone Fefè/Mastroianni - è un personaggio che desta simpatia immerso nella noia e nell’apatia di provincia. Apparentemente inoffensivo, si trasforma in un cinico carnefice pur di poter sposare la sua amata e giovane cugina. Complice dell’omicidio è il codice, una assurda quanto efficace legge che depenalizza il delitto se vi è di mezzo l’onore. Ecco, dunque, il divorzio all’italiana che Germi investe con la sua feroce ironia. Ironia sul costume italiano di negare ciò che desidera ma non disdegnare una scappatoia per realizzare il proprio desiderio.

Con questo film Germi, Ennio De Concini (recentemente scomparso) Alfredo Giannetti e Agenore Incrocci hanno vinto l’Oscar per la miglior sceneggiatura.
Germi tornerà sulla questione del divorzio nel suo un ultimo film “Alfredo, Alfredo” (1974) interpretato da Dustin Hoffman