"SignorinaEffe" di Wilma Labate

La “SignorinaEffe” ci riporta ad una vicenda politica particolarmente importante che si svolse nella Torino della Fiat e degli operai nell’autunno del 1980. La dirigenza della grande azienda[...]

La “SignorinaEffe” ci riporta ad una vicenda politica particolarmente importante che si svolse nella Torino della Fiat e degli operai nell’autunno del 1980. La dirigenza della grande azienda italiana aveva deciso per un secco licenziamento di 15.000 persone contro la quale vi fù la reazione sindacale che durò ben 37 giorni. È proprio all’interno di questo momento storico, impreziosito dall’uso sapiente di documenti di repertorio, che si inserisce la fiction della regista Wilma Labate con la collaborazione degli esperti sceneggiatori Domenico Starnone e Carla Vangelista.

Nei giorni intensi in cui si consuma la passione e la disperazione operaia due ragazzi Emma (Valeria Solarino) e Sergio (Filippo Timi) si amano lasciandosi alle spalle le loro provenienze sociali. Sergio è, infatti, un operaio, una testa calda in prima linea nella lotta contro i padroni mentre Emma lavora ai piani amministrativi dell’azienda, è laureanda in matematica ed è fidanzata con un ingegnere (Fabrizio Gifuni). Il loro amore ci permetterà di muoverci all’interno di una vicenda importante della storia del nostro paese che, forse, avrebbe bisogno di nuove riflessioni. Il film si chiude con la fine dello sciopero provocata dalla famosa contro-rivolta dei “colletti bianchi” che manifestarono a favore del loro diritto a lavorare. Quel gesto eclatante sancirà una importante svolta politica.

Per la prima volta una protesta organizzata è diretta contro la classe operaia. C’è stata la perdita subita alle elezioni dal Pci dopo l’appoggio al governo Andreotti, siamo a due anni dalla tragedia di Moro e a uno dalla morte del sindacalista Guido Rossa. Il film, presentato al festival di Torino, ha riacceso le discussioni su quel momento così delicato, sul ruolo che ha avuto il sindacato, sull’appoggio incondizionato che diede Berlinguer dall’inizio dello sciopero, sulla politica della Fiat di Romiti e degli Agnelli. È, comunque, importante notare che il film segna il ritorno degli operai sullo schermo come ha precisato la regista Labate: “Sono tanti anni che tento di fare una storia operaia e non di lavoro. Penso che lo sciopero che durò per 35 giorni consecutivi, sia uno dei momenti più importanti della storia del nostro Paese”. Cast di gran pregio, splendida la colonna sonora del premio oscar Bacalov; decisiva la scelta di usare immagini di repertorio che ci consegnano un pezzo di storia su cui meditare.

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