Questo sito contribuisce alla audience di

Da venerdì 27 nelle sale "I Mostri Oggi"

Esce venerdì 27 “I Nuovi Mostri”, ideale prosecuzione de “I Mostri” di Dino Risi, per la regia di Enrico Oldoini (regista di film come “Vacanze di Natale 90″[...]

Esce venerdì 27 “I Nuovi Mostri”, ideale prosecuzione de “I Mostri” di Dino Risi, per la regia di Enrico Oldoini (regista di film come “Vacanze di Natale 90″ “Anni 90″ o l’ultimo “La fidanzata di Papà con Boldi e la Ventura). Il film riprende l’idea originale de “I Mostri”, film del 1963, in cui Dino Risi si faceva beffa dei vizi e del cinismo degli italiani. La morale consisteva nel sostenere che il “mostro” non è più l’eccezione, l’inclassificabile, ma è molto vicino a noi anzi, siamo noi. Nell’Italia del boom economico si moltiplicavano e proliferavano i mostri del cinismo, dell’arrivismo, dell’egoismo. Dino Risi li catturava, tramite la macchina da presa, in alcuni sketch esemplari. Il più bello e amaro è, per me, “La Nobile Arte”:

Lo stile ad episodi del film permetteva di dare maggiore immediatezza al senso delle scene, consentiva una comprensione immediata.
Nel 1977 ci fu il secondo capitolo, “I Nuovi Mostri”, diretto da Risi insieme a Ettore Scola e Mario Monicelli. L’idea era quella di aggiornare, a più di dieci anni di distanza, la classifica dei mostri italiani. Ne veniva fuori una nuova carrellata grottesca e molto comica. Tra i vari episodi il più divertente, e qui grazie all’estro di Alberto Sordi, è “First Aid“.

Venerdì esce il terzo capitolo della serie, diretto da Enrico Oldoini. Il cast è ricco di comici: Sabrina Ferilli, Diego Abatantuono, Claudio Bisio, Giorgio Panariello, Angela Finocchiaro, Carlo Buccirosso, Neri Marcorè; tra gli sceneggiatori ci sono Silvia Scola e Giacomo Scarpelli figli di Ettore Scola e Scarpelli (del duo Age e Scarpelli) che sono stati tra gli sceneggiatori del primo e del secondo episodio. Il film è composto da 16 episodi di cui 3 sono un omaggio ai primi due capitoli: il ragazzo che ruba la carrozzella a una disabile fingendosi innamorato, per poter andare allo stadio gratis; la coppia Bisio-Ferilli che soccorre un uomo (Panariello) investito da un pirata della strada e che finisce per fargli più male che bene; il portiere di stabile (sempre Panariello) il cui figlio ha una relazione clandestina con un professore del palazzo (Abatantuono).

Non ho ancora visto il film e, quindi, aspetto per formulare il mio giudizio. Ovviamente, ho delle perplessità e dei pregiudizi sul progetto. Innanzi tutto per il semplice fatto che Oldoini non è Risi. E poi, soprattutto, perchè “I Mostri” era una novità mentre oggi il film comico a episodi è una realtà che ha stufato. Se ci pensate, la maggior parte dei film comici che si producono oggi sono (i vacanze di natale e suoi derivate) sono dei film a episodi cuciti sul personaggio comico oppure sono dei collage di gag già note riproposte al cinema sotto la falsa parvenza di una trama. Credo, ad esempio, che un film come “Le Barzellette” dei Vanzina sia il punto massimo di idiozia cinematografica, un prodotto che va bene per il cabaret ma che al cinema diventa imbarazzante.

Per questi motivi mi sembra che il progetto di un terzo capitolo de “I Mostri” sia poco interessante. Non Credo, però, - come invece taluni sostengono - che questo film possa infangare il buon nome dei due film precedenti perchè ogni film è a sè. Oltretutto c’è questa storia - vera o operazione pubblicitaria - che Gianmarco Tognazzi, figlio di Ugo (protagonista del film del 1963), si sia scagliato contro Oldoini e - pare - abbia detto: “Hanno fatto il remake e hanno ignorato me e Alessandro Gassman, che da dieci anni cerchiamo di portare a termine un progetto analogo. E’ un’offesa alla memoria dei nostri padri”. Ecco, non credo che Tognazzi figlio possa rivendicare una maggiore autorità o legittimità a fare I Mostri più di Oldoini. Mi sembra una polemica stupida se non è montata. Chiunque può fare sequel, prequel o remake dal momento che l’arte è patrimonio collettivo. Tocca, poi, al pubblico e alla critica giudicare la correttezza e la validità dell’opera.