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Vanzina: "Voglio un nuovo Monicelli"

Ci sono stati una serie di incontri a Roma sul cinema italiano al Farnese. Tra questi, un incontro con Enrico Vanzina. Mi hanno molto colpito un paio di sue dichiarazioni: “Non capisco perché i giovani[...]

Ci sono stati una serie di incontri a Roma sul cinema italiano al Farnese. Tra questi, un incontro con Enrico Vanzina. Mi hanno molto colpito un paio di sue dichiarazioni:

“Non capisco perché i giovani di oggi non si ispirino a questo tipo di commedie ma continuino a girare film che spesso non fanno ridere e che soprattutto non raccontano l’Italia. Io credo che la commedia debba essere un mezzo di osservazione sociale della realtà. Oggi c’è un filone giovanilistico è vero ma mi sembra che i nostri film fossero meglio. Oggi si è appiattito tutto e non ci sono più tante battute nei film comici”. Ma non tutto il cinema italiano di oggi è da biasimare: “per fortuna ci sono Fausto Brizzi e Paolo Virzì che mantengono aperti i contatti con la realtà italiana. Vorrei tanto scoprire un giovane Monicelli perché penso che l’Italia sia ancora oggi molto buffa ma nessuno la racconti”.

Ora, commentare è superfluo. Mi verrebbe solo da dire che se nessuno si ispira ai suoi film ci sarà un motivo razionale (io ne potrei trovare diversi) e se non esiste un nuovo Monicelli probabilmente è anche perchè i due Vanzina continuano a fare film visti e rivisti e con le solite gag. La prossima, invece, è sulla critica cinematografica.

“abbiamo sempre avuto un rapporto difficile con la critica. Non ci hanno mai perdonato di aver avuto successo a 22 anni. In Italia se parli di Cortina sei un imbecille borghese se invece parli di centri sociali allora sei intelligente. Oggi abbiamo un pessimo rapporto con i giovani critici di internet. Io credo che non serva molto accanirsi contro certi film e scrivere pagine e pagine di critica. Il film è innanzitutto un prodotto industriale e dovrebbe avere un valore a prescindere da com’è veramente. Come faceva Moravia che non giudicava il film ma l’argomento del film o come anche Morandini che stroncò il nostro film Una Vacanza Bestiale senza mezzi termini definendolo un film bestiale ma senza perdersi in pagine inutili”.

Non voglio fare il moralista. Porto semplicemente una testimonianza. Probabilmente Vanzina ha ragione quando dice che pagine di critiche sui suoi film non servono, per la semplice ragione che non sono film che ambiscono a far riflettere su qualcosa ma, semplicemente, sono “prodotti” industriali che possono piacere o non piacere. Ovviamente, è riduttivo dire che la critica si accanisce solo perchè non perdona il successo. Mi sembra, invece, che i critici debbano accanirsi contro film del genere (invertendo una tendenza che, oggi, punta a rivalutare tutto, a salvare anche l’insalvabile) per la semplice ragione che un critico non può non portare avanti un’idea di cinema che non si riduce al mero svago o all’intrattenimento, ma che miri alla “problematizzazione”.