Ieri ho segnalato una rassegna che si svolgerà a Roma: “Spariti!”. A Centocelle verranno proiettati tre documentari che non hanno grande visibilità. Uno di questi, per caso, l’ho visto su Current tv: “Vota Provenzano”. Il documentario, ad essere sinceri, non mi ha colpito particolarmente nè per stile nè per il modo in cui argomenta e, tuttavia, l’idea di base è interessante.
Salvatore Fronio e la sua troupe vanno in giro per le strade di Palermo, Napoli e Torino con un cartellone sulla macchina. Il cartellone dice “Vota Provenzano” e mostra la faccia del boss latitante - siamo nel 2006 in campagna elettorale, Provenzano non è stato ancora catturato - collocata al centro della bandiera italiana. Una provocazione che urta la sensibilità dei passanti e che attira l’attenzione dei media. L’idea è quella di mostrare come faccia più notizia una provocazione o il folklore che c’è attorno alla mafia che non gli atti mafiosi. Oltre a girare in auto, il regista indaga sull’uso commerciale che si fa del termine “mafia”. All’interno del documentario si parla della diffusione delle maglie con l’etichetta mafia, anzi “maphia”, o “cosa nostra” che si rifanno al folklore della mafia. Oppure il fenomeno delle canzoni sulla mafia, la ndrangheta e la camorra che circolano molto all’estero e contribuiscono a dare un’immagine romantica della criminalità organizzata.
Secondo il regista, negli atteggiamenti dei passanti che si sentono colpiti da quella sua provocazione, nella diffusione di gadget e di canzoni che si richiamano alla mafia “dell’onore, del sangue e del rispetto” - alla “Padrino” per intenderci - vi è il sintomo di una assuefazione, di una pericolosa abitudine. Abituarsi alla mafia, alla sua immagine romantica che fa dire a un napoletano intervistato “Provenzano è un grande perchè è un uomo di potere” significa smettere di lottare e di credere che la mafia possa essere sconfitta (o smettere di credere che “debba” essere sconfitta”).
Io non credo che la conclusione sia così immediata; il finale del film, inoltre, mi è sembrato molto confuso. Tuttavia “Vota Provenzano” può essere un ottimo spunto di riflessione e spesso suscita ilarità ( ma è un ridere per non piangere). Consiglio di andarlo a vedere a centocelle, oppure su Current tv.
Il film può essere visto anche sul sito votaprovenzano.org

Delio Colangelo








