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Capire il dramma del terremoto attraverso un film

Il terremoto in Abruzzo è una tragedia che ci ha colto alle spalle. Si parla di più di 100 vittime e di 70mila sfollati. Una ferita che, oltre a solcare la terra e le case, si insinua nella profondità[...]

Il terremoto in Abruzzo è una tragedia che ci ha colto alle spalle. Si parla di più di 100 vittime e di 70mila sfollati. Una ferita che, oltre a solcare la terra e le case, si insinua nella profondità dell’animo umano. Credo che ce la porteremo dietro per un bel pò di tempo. Una ferita che si apre non solo per i parenti delle vittime, per gli sfollati che vivranno in una condizione di precarietà e che si sono trovati senza niente; ma una ferita che si apre per l’intera popolazione italiana, per quelli che questa notte l’hanno avvertita - nel lazio, nel teramano o a pescara - pur senza danni materiali e per quelli che non l’hanno sentita ma che ricordano tragedie simili. L’unica nota positiva è la solidarietà che è stata dimostrata, i migliaia di volontari che sono andati ad aiutare e le regioni che si sono subito attivate. La speranza è che il governo sia davvero tempestivo nello stanziare le risorse necessarie per ricostruire, che i soldi arrivino subito, che i cittadini de L’Aquila e provincia non siano abbandonati. Purtroppo, la politica raramente mantiene i suoi impegni, quasi mai continua a operare quando la bolla mediatica si sgonfia.

La tragedia dell’Abruzzo mi ha fatto subito pensare - e credo di non essere il solo - al terremoto in Umbria e Marche di poco più di dieci anni fa. Su quella tragedia è stato fatto un film diretto da Francesca Archibugi, “Domani” (nel cast, tra gli altri, Ornella Muti e Valerio Mastrandrea). Non è un film particolarmente riuscito e tuttavia è un film che racconta la tragedia del terremoto, il modo repentino in cui spazza via tutto, distrugge tutto, soprattutto le piccole certezze umane. Con uno stile delicato, proprio dell’Archibugi (”Il Grande Cocomero”, “Mignon è partita”), il film racconta il dramma di alcuni cittadini di Cacchiano sbattuti da un giorno all’altro in una condizione di forte precarietà e disperazione che non fa altro che esasperare i loro piccoli problemi quotidiani. è un film, dunque, che forse aiuta a capire meglio la tragedia che si è abbattuta sulla popolazione dell’Abruzzo ed è forse l’unico modo - rispetto all’immagine televisiva, dei notiziari, necessaria sì ma squalificata, spesso troppo retorica e fastidiosa - per collegarci emotivamente a quelle persone che materialmente, per distanza geografica, non possiamo aiutare.