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La festa del 25 aprile e La Russa

Questo post non tratta propriamente di cinema italiano. Anzi, si. Ma cominciamo dall’inizio. Qualche settimana fa andava in onda una puntata di Porta a Porta che schierava la peggio gioventù di[...]

Questo post non tratta propriamente di cinema italiano. Anzi, si. Ma cominciamo dall’inizio.
Qualche settimana fa andava in onda una puntata di Porta a Porta che schierava la peggio gioventù di Alleanza Nazionale prossima alla fusione con Forza Italia. Una lunga fila di poltrone bianche con sopra i politici neofascisti che ora ricoprono inportanti cariche governative. Tutti con sotto braccio il loro personale racconto di piccole sofferenze per il quotidiano isolamento che vivevano negli anni ‘70, per i piccoli soprusi che subivano al liceo dall’egemonica forza comunista. E poi, finalmente, la redenzione. Il Popolo delle Libertà come definitiva realizzazione di tutte le loro aspirazioni: un grande partito MODERATO e LIBERALE.

La Russa quella sera non c’era a Porta a Porta. Probabilmente perchè sanno che per lui essere un moderato è molto difficile. Lui ci sta provando, misura le parole, cerca di stare sulla strada giusta ma, quando è messo alle strette, rischia di voltare a destra. è un pò come Borghezio, un fiume in piena. Se non sbaglio due o tre anni fa, punzecchiato da Alessandro Sortino delle Iene, ebbe il coraggio di dire che “Faccetta Nera” è una canzone bellissima, un inno all’incontro tra culture diverse.

Ultimamente ne ha fatta un’altra. Da Ministro della Difesa della Repubblica Italiana (forse qualcuno ricorderà che la repubblica italiana è quella cosa che è venuta dopo la liberazione e che è stata fondata sui valori della resistenza e quindi radicalmente antifascista) ha dichiarato (fonte La Repubblica): “I partigiani rossi meritano rispetto, ma non possono essere celebrati come portatori di libertà”.

Ecco una sterzata a destra di un politico che ha sposato il progetto MODERATO E LIBERALE de Il Popolo delle Libertà. Ovviamente ci sono state delle reazioni stizzite da parte dell’opposizione; ma tutto morirà lì. E ciò avviene essenzialmente perchè la gente è ormai assuefatta e il rinnovato vigore del governo Berlusconi IV ne è la prova.
Per parte mia non sono scandalizzato: da anni lo stesso Berlusconi, che non proviene da ambienti fascisti, sminuisce la dittatura mussoliniana. Ricordate la dichiarazione “Mussolini non ha mai ammazzato nessuno, Mussolini mandava la gente a fare vacanza al confino” ?Del resto, non credo alle recitine dei politici di destra che affermano di costruire un grande partito dei moderati nè considero la destra al governo un segnale di democrazia. Semmai, mi vengono molti dubbi sul valore della democrazia.

Tutto questo discorso, più che essere l’ennesima lagna di un disilluso italiano, è funzionale a mostrarvi una cosa piuttosto singolare. Si tratta della scena iniziale del film “Sbatti il Mostro in Prima Pagina” di Marco Bellocchio. In questa prima scena, alla luce dei fatti che ho narrato, c’è una straordinaria, e triste allo stesso tempo, “precognizione”. Direi quasi un grido disperato di un autore che aveva intuito qualcosa e ci stava mettendo in guardia: “attenzione italiani, perchè chi dice queste cose da un palco presto le dirà seduto comodamente sulla poltrona ministeriale”. Questa scena oggi, vicini alla festa del 25 aprile, assume una nuova luce. Questo prova che il cinema c’entra sempre.

(vedere anche “La Notte di San Lorenzo”)