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La mamma è sempre la mamma

La mamma è sempre la mamma. L’educazione, la morale (cattolica o laica) prescrivono l’obbedienza e il rispetto della propria madre. In quanto generatrice, le dobbiamo la nostra vita. E se è[...]


La mamma è sempre la mamma. L’educazione, la morale (cattolica o laica) prescrivono l’obbedienza e il rispetto della propria madre. In quanto generatrice, le dobbiamo la nostra vita. E se è vero che una festa come quella della mamma ci aiuta a ricordare che di mamma ce n’è una sola, che essa è unica e insostituibile, è altrettanto legittimo provare un sentimento di repulsione verso la propria madre, desiderare l’allontanamento - anche violento - dalla madre, la recisione netta del cordone.

Eccone un esempio radicale, in tutta la sua forza espressiva, raccontato dal giovane Bellocchio e da Lou Castel (per leggere la recensione de “I Pugni In Tasca”, clicca qui):

Meno radicale, ma comunque una scena molto efficace che esprime il rapporto di odio - amore di Michele Apicella verso la madre è in “Sogni D’Oro” di Nanni Moretti (in “Ecce Bombo” aveva, invece, preso a schiaffi il padre):