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"Vincere" di Marco Bellocchio strappa applausi

Dopo la tiepida accoglienza alla proiezione stampa, il 18 maggo, del film “Vincere”, unico film italiano in concorso a Cannes, Marco Bellocchio è stato applaudito dal pubblico per ben dieci[...]

Dopo la tiepida accoglienza alla proiezione stampa, il 18 maggo, del film “Vincere”, unico film italiano in concorso a Cannes, Marco Bellocchio è stato applaudito dal pubblico per ben dieci minuti alla proiezione del 19.

“Vincere” ha, poi, conquistato anche la stampa internazionale:

Jay Weissberg di Variety lo definisce “un’opera entusiasmante, una brillante messa in scena. Raramente le immagini […] di repertorio sono state usate in modo così superbo e profondamente integrate con il racconto. La storia è affascinante, ma è lo stile del film che toglie il respiro”.
Lee Marshall di Screen International si esprime così: “Fuochi d’artificio d’autore. […] La Mezzogiorno dà un’interpretazione incontenibile ed emozionante”.

Anche Luca Pellegrini dell’Osservatore Romano elogia il film: “Con i pugni saldamente in tasca, Marco Bellocchio, provoca ancora una volta la storia italiana, come già aveva fatto con la tragedia di Aldo Moro, piegandola al senso e al modo del suo fare cinema. I fatti sono continuamente riconvertiti in immagini. Sofisticato montaggio di Francesca Calvelli, bella musica di Carlo Crivelli e raffinata fotografia di Daniele Ciprì. Ed è stato giusto scegliere il volto di Giovanna Mezzogiorno […]. Al suo fianco Filippo Timi sostiene spiritato il Benito delle diverse età e tutti gli altri attori offrono un’ottima partecipazione corale”.

Per Le Monde “Bellocchio racconta in modo grandioso la lotta passionale di Ida Dalser. […] La forza del film è nella sua metafora: monta il meccanismo del fascismo, l’annientamento morale e fisico di un oppositore a cominciare da un vampirismo familiare. […] Una regia effervescente”.
Eccezionale accoglienza anche di altri quotidiani francesi. Per La Croix il film rappresenta “Una lezione di cinema”, per Libération, invece, “E’ una parte di storia appassionante. Una regia particolarmente interessante”. Infine, L’Humanité titola: “La grande arte di Marco Bellocchio”.

Su queste critiche positive è intervenuto l’amministratore delegato di Cinecittà Luce Luciano Sovena, che a CinecittàNews ha dichiarato: «Vincere da quando è nato aveva come protagonisti Giovanna Mezzogiorno, Filippo Timi e le immagini dell’archivio dell’Istituto Luce. Così Bellocchio ha interpretato quel materiale documentario come una parte che interagisce con i due personaggi, di più le immagini sono anch’esse un personaggio. Bellocchio ha fatto un grande lavoro di ricerca nel nostro archivio. E’ il suo film più completo, come I pugni in tasca, per tutto quello che vuole dire del potere, della condizione femminile, del ruolo dei media». Sovena ha poi aggiunto che «Qui a Cannes tutta la stampa francese sostiene a spada tratta Il profeta, mentre la stampa italiana fa il contrario nei confronti di Vincere, impegnata a trovare che cosa ci sia di negativo nel film che ci rappresenta in concorso. Mi consola che riviste come ‘Variety’ e ‘Screen International’ lo abbiano accolto entusiasticamente».