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Contro il doppiaggio

L’Italia ha una grande tradizione di doppiaggio. Nulla da dire a riguardo. Pensate a gente come Ferruccio Amendola (che ha doppiato Al Pacino, Sylvester Stallone, Dustin Hoffman, Robert De Niro,[...]

L’Italia ha una grande tradizione di doppiaggio. Nulla da dire a riguardo. Pensate a gente come Ferruccio Amendola (che ha doppiato Al Pacino, Sylvester Stallone, Dustin Hoffman, Robert De Niro, Christopher Lloyd e Tomas Milian, ma anche Bill Cosby nella serie TV I Robinson) oppure Pino Locchi (Sean Connery, Richard Crenna, Tony Curtis, Omar Sharif, Anthony Franciosa, Sidney Poitier, Elvis Presley, Pat Boone, Elliott Gould, Roger Moore, Ben Gazzara, Charles Bronson e Jean-Paul Belmondo) oppure i da poco scomparsi Glauco Onorato (Nick Nolte, Lino Ventura, David A. Hess, Rock Hudson, Dick Van Dyke, Brian Dennehy, Terence Stamp, Gene Hackman, Rutger Hauer, Kris Kristofferson, John Goodman, Stephen Boyd, O.J. Simpson, Sidney Poitier, Lee Marvin, Walter Matthau, John Wayne, Hulk Hogan, Arnold Schwarzenegger) e Oreste Lionello (Charlie Chaplin, Groucho Marx ,Dick Van Dyke, Peter Sellers, Gene Wilder , Woody Allen). Oggi, la tradizione italiana del doppiaggio continua con Pino Insegno, Tonino Accolla, Francesco Pannofino, Giancarlo Giannini, Cristina Boraschi, Chiara Colizzi, Ilaria Stagni e tanti altri.

Questa grande tradizione del doppiaggio ha fatto sì che negli anni 60 e 70 fossero doppiati anche tanti attori italiani come Bud Spencer, Terence Hill, Giuliano Gemma, Maurizio Merli, ovvero la maggior parte degli attori dei cosiddetti “b-movies”, e abbiamo dovuto aspettare anni (Bud Spencer alla fine degli anni ’80 ha potuto recitare con la sua inflessione napoletana) o lustri (a “Don Matteo” il miracolo di sdoganare la voce di Terence Hill.

Pino Locchi, ad esempio, ha dato la voce a Terence Hill, Giuliano Gemma e Maurizio Merli. Con grande profitto non c’è che dire, ma questo crea una sorta di cortocircuito. Voce da sempre di Terence Hill, nel film “Anche gli angeli mangiano fagioli” doppia Giuliano Gemma che, praticamente, ha preso il posto di Terence in coppia con Bud.

Questo per dire che è assurdo pensare che l’attore italiano non possa parlare con la propria voce. Ora - lasciate perdere che sentiti recitare con la loro voce viene subito un moto di nostalgia per i loro doppiatoti – il problema è che la voce è parte integrante del modo in cui si recita ed è dunque fondamentale ascoltare in originale per poter comprendere appieno il perché un attore recita in un certo modo. Senza la voce un attore è mutilato, è giudicato solo in base alla sua presenza scenica e ai suoi movimenti. Spostandoci dal doppiaggio di attori italiani a quello di attori stranieri il problema non si risolve ma si complica.
Un esempio: quando apprezziamo Robert De Niro nella famosa scena di Taxi Driver davanti allo specchio, chi è che davvero stiamo apprezzando di più? De Niro che si mostra allo specchio o Amendola che promuncia “stai parlando con me?. Senza contare che uno come Ferruccio Amendola era diventato quasi l’unico doppiatore di tutti gli attori americani che interpretavano ruoli da duri, italoamericani e mafiosi con il seguente risultato:

Inevitabilmente si è prodotto in Italia una compenetrazione tra Al Pacino e De Niro per cui spesso vengono confusi, si scambiano i film, diventando una specie di unicum italoamericano e mafioso sotto il quale c’è la voce di Amendola.

Non parliamo poi dei doppiaggi fatti ai film orientali, dove per ovvie differenze di lingua, il doppiaggio italiano diventa a dir poco surreale.
In tutti gli altri paesi il doppiaggio è usato molto meno; si preferiscono i sottotitoli che, pur contenendo una certa difficoltà nel seguire contemporaneamente dialoghi e immagini, garantiscono una visione più autentica del film. Credo che anche l’italia, in questo senso, dovrebbe fare un passo avanti.

E voi, siete favorevoli o contrari al doppiaggio? Rispondete al sondaggio!