
Alla 63.ma edizione del Festival di Cannes è stato premiato Elio Germano, protagonista dell’unico film italiano in concorso: La Nostra Vita. Trent’anni, ma già un’importante carriera alle spalle, Elio Germano ha vinto la Palma d’Oro come miglior attore protagonista ex- equo con Javier Bardem, interprete di Biutiful di Alejandro González Iñárritu. Dunque Elio Germano vent’anni dopo la palma a Marcello Mastroianni.
Oltre al film di Luchetti (va ricordato che ha lavorato con il regista anche in “Mio Fratello è figlio unico” con cui ha vinto il david per miglior attore), Germano ha lavorato con registi quali Ettore Scola (Concorrenza sleale), Emanuele Crialese (Respiro), Gianluca Maria Tavarelli (Liberi), Giovanni Veronesi (Che ne sarà di noi), Michele Placido (Romanzo criminale), Gabriele Salvatores (Quo vadis, baby?, Come Dio comanda), Paolo Virzì (N (Io e Napoleone), Tutta la vita davanti), Paolo Franchi (Nessuna qualità agli eroi), Francesco Patierno (Il mattino ha l’oro in bocca) e Daniele Vicari (Il passato è una terra straniera).
Ha fatto discutere la sua dedica all’ Italia e agli italiani “nonostante la classe dirigente”, un riferimento ironico anche all’assenza incomprensibile del ministro Bondi (o meglio, la ragione c’era e cioè la presenza del documentario di Sabina Guzzanti “Draquila” al festival, ma può essere considerata una ragione ragionevole?).
Gli altri premi: la Palma d’Oro è andata, a sorpresa, a Uncle Boonmee Who Can Recall His Past Lives di Apichatpong Weerasethakul. Il Gran Premio della Giuria è stato assegnato al francese Des hommes et des dieux di Xavier Beauvois (che in Italia sarà distribuito da Lucky Red), il Premio della Giuria a Un homme qui crie di Mahamat-Saleh Haroun (Francia, Belgio e Ciad). Tra i registi ha trionfato Mathieu Almaric per Tournée (Francia-Germania), mentre Migliore attrice è Juliette Binoche per Copia conforme di Abbas Kiarostami

Delio Colangelo








