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Gli emigrati di lusso: i registi

Tutto l'Oriente in America: dalla retrospettiva di Locarno con amore

Collegandoci con la retrospettiva (ottima, come al solito) del festival di Locarno (2-12 Agosto)sull’Asia americana, e in attesa dell’annuncio delle selezioni per Venezia (si parla già di John Woo in concorso e Tsui Hark di nuovo nelle notti…), iniziamo una ricerca in due puntate (attori e registi) degli “emigrati di lusso” del cinema asiatico, presentando per ciascuno il titolo da vedere assolutamente in patria e fuori.
Iniziamo con i registi, per maggiore importanza e spessore.

JOHN WOO Non si può che iniziare con il maestro. A Hollywood non ha ancora dato il massimo, ma ci aspettiamo grandi cose in futuro. The killer - face/off

TSUI HARK Lui, invece, non ha ancora sfondato nonostante (o forse per colpa) l’appoggio di Van Damme. Ogni tanto torna in partia, per nostra fortuna. The blade - Time and tide

RINGO LAM Ah, Ringo… non ce lo dovevi fare… vai in America e giri due ciofeche gigantesche…perchè ??? city on fire

TAKESHI KITANO Una sola trasferta americana, e già ha lasciato il segno, anche se la paura è quella dello scadere nella maniera hana-bi - brother

WAYNE WANG Uno dei pochi ad aver lavorato meglio negli Usa che in patria (dopotutto, lui si può considerare americano a tutti gli effetti…) Smoke

ANG LEE Un’altro che si era “americanizzato” del tutto, ma che può rilanciarsi alla grande con tigri e dragoni, se non cade nella copia. la tigre e il dragone - ragione e sentimento

JOAN CHEN Lasciamo perdere. Ci ha provato. Autumn in new york (ma evitatelo).
Alla prossima per attori e figuranti!

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