Questo sito contribuisce alla audience di

Torino: le prime impressioni

Due giorni bastano per capire qualcosa....

Ci hanno sfrattato. Da quest’anno non siamo più ospiti della bella multisala Reposi (pieno centro, cinema storico), ma al centro commerciale del LIngotto. E, tra famigliole che passano, musica sparata a volume assordante, sale modernissime ma impersonali, non sembra neppure di essere ad un festival del cinema. Ed abbiamo (lo ammetto) tutti nostalgia dei ritrovi tra giornalisti stanchi davanti ai cornetti favolosi del Bar Reposi…

La sezione Nipponica inizia decisamente bene: se The Princess Blade altro non è che la solita stanca rappresentazione dei manga tipo Bastard con la solita spuzzata di sangue, violenza ed amore (e per questo piacerà e farà un sacco di soldi), piacevole sorpresa risulta la pellicola di Sori Fumihiko. Lotte fra studenti per la sopravvivenza in uno sport dove la forza delle bracia la fa da padrona, le palle corrono a 150 km/h e regnano ambizione, frustazione, dolre. Rollerball? No, ping-pong, ragazzi! E dire che io lo giocavo all’oratorio…

Da non perdere: Tonino De Bernardi (uno dei pochi VERI autori rimasti in Italia) ci acompagna con Samutsakò nella magica atmosfera dei pescatori Thailandesi alle foci del fiume di Bangkok. Lotta per la sopravvivenza, dall’uomo al pesce. Magico

Permetteemi, infine, una picola nota: il vostro umile cronista pensa di essersi innamorato della maschera con i capelli neri, un pearcing al naso e gli ochi splendidi all’uscita della sala Pathé 5. Chiunque legga, lo faccia sapere a lei, e grazie per l’interessamento-

Le categorie della guida

Link correlati