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Sympathy for.. the devil

Quando un film va oltre ogni immaginazione

Qualcuno di voi ricorda Joint Security Area , il bel film di guerra che due anni fa in Corea battè ogni record d’incasso? Bene, il regista di quella pellicola, Park Chan-wook, ha capito che ora può fare il film che voleva, quello che sognava da una vita ma non è mai riuscito a realizzare perchè troppo violento e privo di speranza. E lo fa.
E ad uscire è Sympathy for mr.Vengeance , la pellicola oltre la quale non si può andare, il punto di non ritorno di un certo modo di intendere il cinema.

Per chi come me ha avuto la fortuna di vederlo a Udine, l’attesa era enorme dopo che Pier Maria Brocchi lo aveva definito un capolavoro, e al momento è stato più lo spiazzamento del piacere. Avete presente Pasolini e Salò ? Il tema sembra lo stesso, in fondo: la violenza genera solo violenza, e nulla si può contro. ma è lo stile visivo a stupire: crudo, freddo, senza speranza, ma girato come solo un dio della cinepresa potrebbe fare.

E poi c’è la storia, signori e signore, che si aggroviglia su sè stessa fino ad arrivare ad un finale atteso am inatteso, insopportabile ma impossibile da non vedere, con la curiosistà di capire che cosa cavolo rantola il protagonisat nel suo ultimo respiro: una bestemmia? una preghiera? una richiesta di perdono? Non lo sapremo mai, mentre tutto affoga nell’insostenibile rosso del sangue. Un capolavoro malatissimo e senza speranza. oltre sarà difficile andare.

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