Questo sito contribuisce alla audience di

Biennale di Venezia: primo giorno

Arriva Johnnie To, per fortuna....

Intanto, piccola nota iniziale: la sigla con il leone sudafricano fa schifo alla terza visione, figuratevi a fine mostra!!!!!

Passato questo sfogo, eccoci al primo appuntamento con il cinema che piace a noi, e che cinema!

Johnnie To (finalmente a un grande festival) propone la sua non-ultima opera (visto il suo livello medio di produzione ne avrà già girate diciotto) e con Throw down si allontana ma solo in parte dai suoi soliti schemi narrativi che ormai conosciamo bene.

Storia di perdenti e storie che si intrecciano, tra un ex campione di judo alcolizzato, una soubrette cantante fallita che ha venduto anche il corpo per il successo ma appare ormai fuori età e un giovane talentuoso ma arrogante in una hong kong sempre più livida e notturna.

E che To sapesse filmare la notte come non mai si era già visto in PTU, ma qui i livelli sono (forse) ancora più alti: manca l’impennata finale (sostituita da un forse inutile regolamento di conti tra le canne), ma la storia scorre liscia come sempre, con impennate di humor ( la tentata rapina vestiti da peluches giganti), momenti commoventi e musica su tutto e tutti.

Già, forse fin troppo: ogni scena, una musica diversa. L’effetto è straniante, ma potente e disequilibrato il giusto.

E poi, ci sono gli attori, e che attori. Tutti bravissimi e in parte, con una menzione particolare al solito Tony Leung, secondario ma fondamentale.

In conclusione, non il capolavoro di To, ma un altro grande film, che porta degnamente a Venezia l’ultimo dei grandi maestri di Hong Kong.

Le categorie della guida