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2046: Wong e Wong

Kar-wai alla regia, la più bella del mondo tra gli attori. ma il film?

Finalmente (e - cosa rara da noi - con un ritardo rispetto al resto del mondo nei tempi del possibile) esce anche in Italia 2046, l’ultima fatica del grande Wong Kar-wai.

Enon si può parlare - una volta tanto - di capolavoro (così, comunque, come già ci veniva riferito nelle cromache da Cannes). Un gran bel film, non sicuramente un passo falso, ma non un capolavoro. Del resto, di registi che hanno fatto solo capi d’opera ce n’è uno solo (il nome lo faccio io per non dare dubbi: Kubrick) e quando capita che un regista firmi una opera “minore” si pensa subito al passo falso. Ma magari tutti i passi falsi fossero così.

E poi, diciamocelo francamente: solo un genio totale sarebbe riuscito a firmare un secondo In the mood for love e piuttosto che firmare una parte seconda. Kar-wai, pur rifacendosi alla storia precedente, la stravolge, la gira, la proietta in un futuro forse vero forse solo letterario, ma dal grande fascino.

In comune, il protagonista, il grande Tony Leung, attorniato dalle maggiori attrici della attuale filmografia hongkonghese, con una partecipazione straordinaria (piccola, subliminale, un omaggio a quello che è stato e che magari sarà) della regina Meggie Cheung, splendida amata protagonista della pellicola precedente.

E poi, c’è lei. Nella parte di un sogno (anzi, DEL sogno), della bellezza voluta ma irrangiungibile, vicina ma lontanissima, perfetta. Signori e signore: la più bella di tutte. Faye Wong è tornata, sempre più sublime. Gli anni non la toccano, passa leggera su tutto e tutti e, quando se ne va, lascia un vuoto sia in Leung che in tutti noi.

Alla prossima, dolce Faye.

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