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Lady Vendetta

La conclusione della trilogia: capolavoro annunciato

E con questo siamo a tre su tre.

Non ne avevamo parlato troppo a lungo alla presentazione a Venezia informati che la Lucky Red ne aveva già preso i diritti, così possiamo tornarci adesso dopo averlo rivisto in sala e - una volta tanto - non rovinato da un buon doppiaggio.

Stiamo naturalmente parlando di Sympathy for lady Vengeance o, come è stato più semplicemente chiamato in Italia, Lady Vendetta, terzo incredibile capitolo della trilogia della vendetta stessa di quel (termine quanto mai giusto nel suo caso) genio del cinema contemporaneo che è Park Chan-.wook.

Cosa si può dire? Che non è un film per tutti, intanto:gli ultimi quindici minuti potrebbero essere insostenibili per le anime candide, pure se non si vede una goccia di sangue, nella loro esigenza di una ormai inevitabile resa dei conti, eppure è un film da vedere per i motivi che andiamo adesso ad elencare.

E’ da vedere perchè è un BEL film. Sceneggiatura quasi perfetta, dialoghi essenziali, crescendo di ritmo e di situazioni ben dirette e recitate ancora meglio.

E’ da vedere perchè è un film BEN GIRATO dal punto di vista visivo: fotografia ottima, con contrasti incredibili dei colori accesi con il bianco candore delle pelli, musica adatta, costumi essenziali ma unici.

E, soprattutto, è da vedere perchè è una pellicola ESSENZIALE: dura, cattiva, ma vero specchio del mondo attuale e delle sue contraddizioni, con la vendetta come unica possibilità di redenzione, inevitabile al punto tale che mentre la vendetta si compie, nell’altra stanza si resta tranquillamente a mangiare e a dialogare sulle futilità, senza moralismi e senza retorica.

Non aspettate a recuperarlo in DVD: è una esperienza da fare sul grande schermo, per poi astenersi dal cinema per almeno una settimana. Ascoltatemi.

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