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1994: Hong Kong Express, Kar-Wai arriva finalmente in Italia

Firma del regista cinese è la grande cura del vuoto, il vuoto dei discorsi nei quali è solamente il volto a comunicare. Kar-Wai confida nello spettatore, crea con un particolare riguardo per la colonna sonora un ripetitivo stato d’ipnosi dalla realtà per rendere libera la mente di conversare con le immagini.

hong kong express - 1994 “Hong Kong Express” è il quarto film del regista cinese Wong Kar-Wai, girato nel 1994, senza sceneggiatura definita, durante una pausa da un altro film “Ashed of time”.
Presentato nel 1994 al Festival di Locarno. Nel 2010 Won Kar-Wai presenterà il biopic “The Grand Master“.

Il film è ambientato nella caotica Hong Kong.
Diviso nettamente in due storie (in origine si era pensato a tre episodi, il terzo non realizzato in “Hong Kong Express” darà l’idea per il film successivo “Angeli perduti”) ci sono infatti due voci narranti che si danno il cambio da una storia all’altra. Elementi in comune solo un fast food notturno che sarà palcoscenico delle loro vite ed una ragazza, A-Faye, interpretata da Wong Faye.

La prima voce è dell’agente 223, interpretato da Takeshi Kaneshiro, un giovane lasciato dalla ragazza un mese prima del suo compleanno (1 Maggio). L’agente 223 cerca di dimenticare il suo dolore correndo e comprando scatole di ananas con scadenza 1 maggio.
In uno dei suoi monologhi dirà:
“Capita a tutti di perdere un amore. Ogni volta che succede a me mi scarico correndo perché così butto via tutti i liquidi del corpo e non me ne restano più per le lacrime”.

La seconda è dell’agente 633, interpretato da Tony Leung. Anche 633 è appena uscito da una relazione, anche lui soffre ma non esterna il suo dolore correndo bensì parlando con gli oggetti di casa sua (un pupazzo, una saponetta, uno straccio).

Wong Kar-Wai si interroga ancora sulle estensioni dell’amore e sulla difficoltà del rapporto di coppia.
La solitudine dei personaggi si manifesta con false speranze, sogni, disperati soliloqui nella frenetica città. Esiste una forte contrapposizione di caratteri fra i due agenti e A-Faye.
A-Faye incarna la luce, la bellezza, la spensieratezza.
La forte emotività di “Hong Kong Express” è espressa anche dalla decisione di girare quasi interamente il film con la macchina a spalla, le inquadrature sono veloci, convulse, statiche.
Firma del regista cinese è la grande cura del vuoto, il vuoto dei discorsi nei quali è solamente il volto a comunicare. Kar-Wai confida nello spettatore, crea con un particolare riguardo per la colonna sonora un ripetitivo stato d’ipnosi dalla realtà per rendere libera la mente di conversare con le immagini.

La cover in lingua cantonese di “Dreams” della band Cranberries apre e chiude il film. Cover della stessa attrice Wong Faye che interpreterà anche un brano dei Cocteau Twins.
La seconda storia sarà oggetto della ripetizione ossessiva del brano “California Dreamin’” dei The Mamas & the Papas.

Tony Leung e Wong Faye reciteranno insieme anche nel film “2046”, sequel di “In the mood for love”.

Trailer:

Hong Kong Express
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