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Donne senza uomini, di Shirin Neshat. Leone d'Argento 2009

Il film è uscito nelle sale italiane il 12 Marzo. E’ una veduta realistica dei problemi che l’Iran ha nei confronti della mancanza della libertà.

Donne senza uomini “Donne senza uomini” è il primo lungometraggio dell’esordiente regista iraniana Shirin Neshat, diretto con Shoja Azari(1958). Shirin Neshat da 30 anni vive a New York, non poteva restare nel suo Paese, per un’artista vivere in Iran significa non potersi esprimere perché come dice la regista “mostrando si diventa criminali”. Frase pregna di verità se si pensa che solo pochi giorni fa, il 2 marzo, è stato arrestato a Teheran il famoso regista Jafar Panahi.

Titolo originale: Zana-e Bedun-e Mardan. Il film è uscito nelle sale italiane il 12 Marzo. E’ una veduta realistica dei problemi che l’Iran ha nei confronti della mancanza della libertà. Pur essendo ambientato in Iran le immagini riportano le storie di tutti quei Paesi nei quali non esiste la libera scelta.

“Donne senza uomini” è interamente basato sul libro omonimo della scrittrice Shahrnush Parsipur. Neshat e Azari hanno buttato giù un’ottantina di stesure della sceneggiature per cercare di mettere in pellicola una fedele riproduzione del libro. Nel 2009 il film vince il Leone d’Argento alla Mostra Internazionale D’Arte Cinematografica di Venezia. La delegazione del film ha indossato, alla presentazione, sciarpe o abiti verdi alludendo chiaramente al Movimento Verde.

Teheran, estate del 1953. Il duro golpe, supportato dalla C.I.A., che portò alla rivoluzione islamica del 1979, ha iniziato sovversioni popolari giornaliere e, di conseguenza, repressioni giornaliere. Protagoniste quattro donne di diversa estrazione sociale.

Zarin, interpretata da Orsolya Tòth, è una prostituta, non ricorda quanti uomini ha visto tra le sue gambe. Fakhri, interpretata da Arita Shahrzad, è una casalinga di mezz’età non più amata dal marito. Munis, interpretata da Shabnam Toloui, è una giovane attivista politica tiranneggiata dal potere maschile del fratello. Faezeh, interpretata da Pegah Ferydoni, è un’amica di Munis, sono molto diverse, infatti Faezeh non è interessata alla politica o alla libertà, ma la sua unica preoccupazione è sposare il fratello dell’amica.

Il film inizia con il suicidio shock di Munis per poi, ritornar indietro negli avvenimenti, e raccontare agli spettatori la vita delle quattro donne che s’intrecciano in uno splendido giardino di orchidee, nel quale troveranno comprensione e tranquillità, ma sopratutto libertà. Ciò è esplicitato in una battuta del film:
Tutto ciò a cui aspiravamo era questo: un sentiero, una nuova strada verso la libertà“.

Distribuito dalla Bim Distribuzione.

Shoja Azari lavora nel campo cinematografico dal 1998, ha debuttato con “The story of the Merchant and the Indian Parrot”. Ha scritto e diretto una trilogia basata su tre storie di Franz Kafka: nel 2000 “The Married Couple”, nel 2001 “In the Penal Colony” e nel 2002 “A Fraticide”.

Trailer.
Donne senza uomini
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