“Visitor Q” è un lungometraggio del 2001, diretto dal controverso regista giapponese Takashi Miike (1960).
Nel 2001 viene premiato al Fant-Asia Film Festival come “Miglior Film”; al Sweden Fantastic Film gli viene conferito un Premio Speciale. Nel 2002 “Migliore Regia” al Japanese Professional Movie Awards.
Titolo originale “Bijita Q”.
“Visitor Q” è un film audace per i temi che affronta: prostituzione, necrofilia, bullismo, incesto, stupro. Presenti tre capitoletti iniziali:
“L’hai mai fatto con tuo padre?”,
“Sei mai stato colpito in testa?”,
“Hai mai picchiato la tua mamma?”.
La violenza è imperativa per la famiglia Yamazaki. Il padre Kiyoshi, interpretato da Kenichi Endo, viene preso in giro dalla figlia per il suo problema di eiaculazione precoce. La madre Keiko, interpretata da Shungiku Uchida, viene picchiata sadicamente dal figlio e si prostituisce per comprare l’eroina di cui ha estremo bisogno. Il figlio Takuya, interpretato da Jun Muto, viene preso di mira da un gruppo di bulli e sfoga la sua rabbia sulla madre.
Kiyoshi è ossessionato dalle riprese di violenza, porta sempre con se una telecamera con la speranza di immortalare un reportage di successo. Incontra un uomo, il Visitatore (interpretato da Kazushi Watanabe), che dopo averlo colpito in testa due volte con un sasso entra a far parte di questa schizofrenica famiglia per riunirla. Ma sarà una riunione molto particolare colorata di sangue.
Miike userà la scena del mungere il seno anche in “Gozu” del 2003, e la sodomia con un microfono nel film “Agitator” del 2001.
Musiche di Koji Endo. Endo ha lavorato con Miike nel 2002 con il terrificante “Audition“, nel 2001 con il fantasioso “The Happiness of the Katakuris” e nel 2004 con il film omaggio alle serie televisiove giapponesi “Zebraman“.

Alessia Mocci














laurì
13 Mar 2010 - 19:20 - #1interessante…complimenti per la recensione
Alessia Mocci
14 Mar 2010 - 14:24 - #2Non ti pentirai della visione, è un film davvero particolare