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Windtakers ovvero requiem for john woo

Domanda

Ho visto dopo lunga attesa causa 11/09 l'ultimo film del maestro hongkonghese ed è stata una delusione totale. Le prime avvisaglie le avevo avute con MI2 ma almeno là le sequenze di azione pirotecniche, marchio indelebile del regista, c'erano ancora ed avevano il loro effetto visivo; ora invece del tocco geniale che ha fatto scuola non v'è più traccia: sequenze di combattimento bambocciesche che fanno rimpiangere la precisione millimetrica del fu john woo, personaggi da cartone animato e una sensazione di deja-vu ad ogni scena che sembra presa pari pari dai film di propaganda americani degli anni 40 e 50. Com'è che a lungo andare ogni grande regista di Hong Kong trasferitosi nelle major hollywoodiane( Tsui Hark, Ringo Lam, ect.) perdono la loro impronta che li ha resi grandi? Sperando ad un ritorno in patria del maestro o almeno ad una riappropriazione del suo controllo registico (come in Face/Off) ti saluto.

Risposta

Analisi perfetta, amico mio... L'articolo su Windtalkers è i linea da oggi pomeriggio, ma la tua domanda mi porta ad un approfondimento. io ci vedevo già un po' di stanca ripetizione nel pur bello Face/off,e, a mio parere, in America è più difficile lavorare per vari motivi: controlllo maggiore dei produttori (ti ricordo che a Hk il produttore di Woo era Tsui Hark), meno disponibilità di "uscire" vcon finanziamenti a prodotti che escono dal consueto, e torrp "autocompiacimento" americaniozzante, soprattutto ora. Se ci pensi, infatti, gli unici dal costante successo sono stati Wayne Wang e Ang lee, che hanno lasciato perdere tutto l'oriente che era in loro. Ormai, comunque, Woo è americano a tutti gli effetti: speriamo in qualche genialata e non in un appiattimento, a partire dalla prossima pellicola che sarà, così sembra, una commedia.

and*** - 17 anni e 1 mese fa
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