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Bidoni e Cinema: introduzione al tema

Dite la verità: avete mai occhieggiato qualche volta le procaci forme di una Edwige Fenech
vestita da infermiera o da poliziotta? Vi è scappata una sommessa risata ad una sparata
triviale di un Alvaro Vitali vestito da bambino pestifero? Vi siete appassionati a inseguimenti
di gazzelle della Polizia impegnate a tenere a bada una Napoli,Milano,Roma violenta?
Bene, se vi è capitato di fare almeno una delle cose succitate, sappiate che in quel momento
stavate nientepopodimenoche apprezzando il cinema trash! Tranquilli…non è una cosa di cui
vergognarsi. Il cinema trash vanta molti estimatori e lo stanno a testimoniare saggi autorevoli,
siti web, articoli, programmi televisivi. Per i siti web, date un’occhiata alla sezione “Link” mentre per quanto
riguarda la letteratura a riguardo, consiglierei una attenta lettura di “Andy Warhol era un coatto”
di Tommaso Labranca, conosciuto per aver partecipato alla trasmissione di Fazio “Anima Mia”
(che guarda caso parlava degli anni ‘70, vera miniera di materiale trash DOC).
Il titolo dell’arguto saggio di Labranca (di qualche anno fa) introduceva il termine ora attualissimo
di “coatto”, portato in questi giorni sui grandi schermi ne “Il segreto del giaguaro” da “Er Piotta”
e da una vecchia conoscenza del cinema trash italiano, Lando Buzzanca.
E a questo punto sorge il dubbio: fosse il cinema coatto la semplice riproposizione del trash
italiano di anni fa? Er Piotta non smentisce, rivendicando esplicitamente (anche nel testo
del brano “La mossa del giaguaro”) la sua ispirazione al cinema sexy anni ‘70.
Trash rimasticato o trash attualizzato? Urge verifica. Ne riparleremo.
Parliamo di trash, spazzatura…posso buttar là un bidone? The Blair Witch Project.
L’esercitazione di alcuni ragazzi di non so bene quale scuola di cinematografia eletta
a fenomeno della paura degli anni 2000. Una sorta di Real TV su grande schermo,
resa allettante da una furba e martellante pubblicità online e sui media.
Probabilmente arriveranno altri film fatti più o meno in casa (dalla house music anni ‘80 agli
house movies anni 2000?); speriamo a questo punto siano più piacevoli da vedere.
In particolare mi solletica l’idea che da “The Blair Witch Project” qualche
buontempone ne possa ricavare una parodia a luci rosse, cambiando l’iniziale a “Witch”.
Sarebbe certo più divertente farne la recensione.