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Mondo trash

Documentari per stomaci forti

Ve lo ricordate Carlo Verdone in una delle sue straordinarie
scenette a “Non Stop” (si rivedono spesso), impegnato a cercare
sul giornale un film da andare a vedere al cinema? Alla fine sceglie di andare
a vedere un documentario, con la speranza che sia come un documentario svedese
visto tempo prima, in cui “si vedeva tutto!!!”.
Il genere cinema documentario ha avuto un discreto successo anni fa, e
il più delle volte la valenza divulgativa e istruttiva era ampiamente
superata dal gusto trash per l’horror etnico o l’erotismo di bassa lega.
L’horror era rappresentato dalla cruda rappresentazione di riti e usanze
di più o meno sperdute tribù di selvaggi, dediti, per la gioia dei
documentaristi, alle efferatezze più incredibili. Il gusto puramente
trash dell’orrido ha raggiunto livelli elevatissimi in capolavori del
calibro di “Mondo Cane” (1 e 2), realizzati da due maestri del genere:
Prosperi e Jacopetti, di cui ricordiamo anche tra gli altri “Zio Tom - addio Zio Tom”.
Erano gli anni 60/70: per gli appassionati del genere “donne nude al cinema” non c’era
di che stare allegri. La censura era alquanto severa, e ad aggirarla c’erano
documentari che con la scusa di presentare il mondo di notte in questa o quella
città, oppure la condizione della donna in questo o quel paese, riusciva
a mostrare qualche nudità per la gioia degli spettatori.
I titoli sono abbastanza inequivocabili e solleticanti: “SuperSexy ‘64″,
“Sexy che scotta”, “Mondo Sexy di notte” e via discorrendo, con varie
combinazioni delle parole “Mondo”, “Sexy”, “Donna” e “Nuda”.
Come si diceva, il genere documentario trash è pressochè scomparso,
ma riappare spesso e volentieri soprattutto nella programmazione notturna
di Rete4. Tenete d’occhio la programmazione TV per (ri)vedere i mal-narrati, mal-montati, mal-girati documentari
trash, solo per stomaci forti!