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I fiori di Corallo - seconda parte

Claudio è un signore distinto, sulla cinquantina, che vive in Africa da ormai trent'anni. Parla ancora con il bell'accento toscano della sua giovinezza quando si specializzò in Agronomia Tropicale all'Istituto Agronomico per l'Oltremare di Firenze.

Ci si sarebbe quasi dimenticati di São Tomè e Principe se non ci fosse Claudio Corallo e la sua famiglia che stanno riportando alla ribalta europea e mondiale il cacao africano ed il suo gusto impareggiabile, quello dimenticato da tempo, quello puro, delle origini. Claudio è un signore distinto, sulla cinquantina, che vive in Africa da ormai trent’anni. Parla ancora con il bell’accento toscano della sua giovinezza quando si specializzò in Agronomia Tropicale all’Istituto Agronomico per l’Oltremare di Firenze, ma tutto finisce lì perché il suo passato ed il suo presente sono le piantagioni di caffè e di cacao in quella manciata di terra africana.Ascoltare il racconto della sua vita è un po’ come ritrovare uno dei personaggi di Hemingway: spirito d’avventura, passione, coraggio, entusiasmo, profonda conoscenza del suo lavoro e caparbietà in tutto ciò che intraprende e quel tanto di romanticismo insieme creano un mixer davvero esplosivo, difficile da trovare oggi se non in un film. Ed una moglie, Elisabete detta Bettina, che lo segue con i tre figli in questa grande, continua avventura che è la loro vita. Non mi dilungherò troppo sul suo passato anche se mi sembra difficile tagliare parti di questa storia così affascinante. Parte nel 1974 per lo Zaire per un progetto di cooperazione e poi resta in Africa.

A ventisei anni, a Kinshasa, conosce la ragazza che sarà con lui sempre. Figlia di un ambasciatore portoghese era anche lei abituata a continui spostamenti, ma credo non si immaginasse proprio quello che il destino le aveva preparato. Cominciano con il caffè e con due vecchie piantagioni abbandonate integrandosi perfettamente con la popolazione e ben presto Claudio diventa un esperto nel recupero di vecchie varietà pregiate. Una vita dura per le difficoltà che devono affrontare e per i ribelli che si fanno sempre più pericolosi. Ma la gente è “ supe r”dice Corallo e “ rifaremmo tutto quello che abbiamo fatto ed anche i momenti tosti, tanti , ci hanno sempre portato dei bellissimi regali ” . Nel 1983 sua moglie va a São Tomè e ritorna con dei campioni di caffè e di cacao così buoni che i due si ripromettono di coltivarli direttamente lì un giorno o l’altro. Poi la situazione politica nello Zaire precipita ed ecco la coppia Corallo a S ã o Tomè. Inizia una nuova avventura che continua nel presente: ma nello Zaire hanno lasciato il cuore e due bellissime piantagioni. In questi anni nascono anche Ricciarda, Niccolò ed Amedeo. Nel 1997 i Corallo ottengono dal Governo, che stava attuando una riforma agraria, una vecchia piantagione abbandonata a Principe: Terreiro Velho.

La foresta era ovunque e ci volle molto lavoro per localizzare e selezionare sia le vecchie piante di cacao, sia quelle nuove che erano nate spontaneamente. Riunite in piccoli gruppi queste ultime sono “ il frutto della prima selezione che è operata dalle scimmie!” dice Claudio. Queste si scelgono, infatti, le cabosse più belle e con i denti vi fanno un buco. Poi con la zampa tolgono la mucillaggine che ricopre i semi e la succhiano sputando a terra questi ultimi. Alcuni germinano e in breve si trapiantano. Ma qui in questa piantagione c’era un vero e proprio tesoro: non vi erano ibridi.(moltissimi in altre parti perché importati in modo massiccio). Grazie infatti alla natura particolare del terreno molto scosceso in alcuni punti, questi non sono riusciti a fecondare le piante originali che perciò sono ancora dello stesso ceppo di quelle importate dall’Amazzonia. E questo cacao è davvero speciale perché ha radici antiche di grande pregio e cresce in un terreno e con un clima che gli conferiscono un sapore davvero particolare ed unico. Un cacao che non può che lasciare stupefatti tutti quei sostenitori della supremazia assoluta dei cacao venezuelani nei confronti dei prodotti africani, ma che deve moltissimo anche alla grande esperienza ed all’amore per la qualità di Claudio.

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