Il costume ciociaro

L’abbigliamento del costume tradizionale ciociaro è stato particolare. A partire dalla speciale calzatura, la ciocia, che dà il nome al territorio ed è già descritta da Virgilio, per finire al giubbotto, molto simile alla mastruca sarda e ricordato da Cicerone nell’Orazione Pro Scauro.

Ma il costume ciociaro è soprattutto colore. Predominano i colori decisi e vivaci: il bianco, il nero, il rosso, l’azzurro, il giallo. Non esistono colori di mezzo.

Il caratteristico copricapo bianco (tovaglia), lo stretto bustino di velluto o di seta, le ampie e lunghe gonne, lo zinale, la camiciola merlettata, con ampie maniche, i ricchi ornamenti della testa, i coralli del collo, a uno, due ed anche a tre giri, i grandi orecchini d’oro a cascata: è questa la donna ciociara che i pittori dell’800 e dei primi anni del ‘900, non si stancheranno di ritrarre.

Insieme ad essa un uomo che ha sostituito il giubbotto ed i calzoni di pelle di capra, con un giubbino più leggero di velluto e con dei calzoni di pelle di diavolo di Alatri, più corti, che si abbottonano sotto il ginocchio, a serrare i lunghi calzettoni di cotone sui quali si avvolgono le strenghe.

Un cappello nero, a falde non larghe, un fazzoletto arabescato in rosso e piegato diagonalmente, appoggiato sulle spalle e chiuso con un nodo all’altezza del torace, una candida camicia di seta, la lunga fascia di lana o di cotone, che si arrotola alla vita per tenere i calzoni e per accogliere l’immancabile coltello a serramanico. Sia la donna che l’uomo, calzano le ciocie.

Ed ancora oggi, così vestiti, in particolari festività ed in alcuni paesi della Ciociaria, è facile incontrarli.

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