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Devozione in Ciociaria

Tra i molti Santuari dei quali è ricco il territorio, il più noto è quello della Santissima Trinità, che sorto sul Monte Autore, nei pressi di Vallepietra, accoglie, in ogni periodo dell’anno, centinaia di visitatori e decine di pellegrinaggi che si organizzano in tutta la Ciociaria.

 Ma è solo in occasione della festa della Trinità - prima domenica dopo Pentecoste - che l’atmosfera del Monte Autore, è rotta dai canti, dalle preghiere e dalle musiche dei pellegrini che, a piedi nudi, salgono dalla valle.

Tra i canti, assolutamente suggestivo e molto originale, è il Pianto delle Zitelle che è forse la manifestazione, di origini antichissime, che travalica la stessa cristianità. Il Pianto viene eseguito da donne tutte di Vallepietra (fino a qualche anno fa scrupolosamente scelte proprio tra donne nubili), cosiddette zitelle, ciascuna delle quali rappresenta un determinato personaggio o uno strumento della Passione di Cristo.

E’, di fatto, una sacra rappresentazione che può essere ascritta al genere letterario della Lauda Sacra del XIII sec. (Jacopone da Todi che ne fu il più grande interprete, fu ospite all’inizio del XIV sec., per diversi anni, della famiglia Colonna a Palestrina) e, come tale, tra le prime, se non la prima, manifestazione di Teatro popolare italiano.

Il giorno di S. Lorenzo, ad Amaseno, quasi per non essere da meno al miracolo di S. Gennaro a Napoli, si liquefa il sangue del martire, conservato in una ampolla, di fronte a migliaia di fedeli, mentre a S. Sossio ci si confronta in balli (singoli, a coppie ed in gruppi) fino all’estremo delle forze fisiche.

Nei casi di prolungata siccità, ci si rivolge, ancora oggi alla Madonna dell’Acqua mentre per la festa di S. Martino è facile imbattersi in qualcuno che esce di casa con la giacca indossata a rovescio e si reca a fare gli auguri a tutti gli amici felicemente sposati.