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Ascolta la Ciociaria

Poesia di L. DE Libero

Ascolta la Ciociaria, amico.
Tu fuggitivo per strade forestiere
che vanno sempre altrove, ascolta
nella conchiglia remota del mio cielo,
nella lagrima che goccia dal suo frutto,
nel volo d’una foglia che t’arresta
al confine d’un bosco avventuroso,
ascolta la Ciociaria alle sorgenti.
 

Dovresti ascoltare la Ciociaria
alle rive del Sacco,
una notte a Ceprano,
nel galoppo del vento a Collepardo,
dentro la pioggia che intona Guarcino,
nell’inno santissimo a Vallepietra:
dovresti ascoltare gli arcani torrenti
franare alle radici di Amaseno,
messi in musica da qualche mandolino.

 

Dovresti sapere la Ciociaria
se hai studiato botanica e geologia:
certi ulivi e cipressi maremmani,
delle querce un perenne capriccio
e le montagne fanno monumenti.
l’arancio novello e armenti di vigne
e io dico un’erba che è cilestrina
negli occhi di donna a Vallecorsa.

 

Spesso non s’incontra la Cioriaria,
da una rondine non l’hai intesa. lodare,
dalla rocca non l’hai vista a Paliano
e per le acque del Cosa non sei passato,
alla svolta di Veroti, in una via di Ripi:
non conosci Maenza, non sai Ferentino,
non sei stato a Boville, non abitasti a Pofi,
sulla piazza di Anagni non ti sei fermato.

 

Tu non conosci la donna ciociara
stretta al busto da lacci mordenti,
il suo Passo che musica i fianchi
allunga la strada, accorcia il respiro
di chi la vede la prima volta:
la sua veste che freme gentile
cela una fratta rovente di spine,
brucia la mano chi tocca la rosa.

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