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CONVEGNO SCIENTIFICO NAZIONALE

L’insegnante sufficientemente buono psicodinamica della relazione educativa scolastica

CONVEGNO SCIENTIFICO NAZIONALE
sabato 20 ottobre 2007
presso l’Università Salesiana di Roma
P.zza dell’Ateneo Salesiano, 1

[in bus 90 da Termini o bus 80 da Barberini
in auto con parcheggio gratuito all’interno]

 

 

Programma

 

Prima sessione: INSEGNAMENTO-APPRENDIMENTO E ‘REVERIE’
8,45 - 9,15 Accoglienza, iscrizioni, registrazioni
9,15 - 9,30 R. Filippo Pergola

 

Saluti e inquadramento tematico
9,30 - 10,15 Vittorio Luigi Castellazzi

 

I contributi della psicoanalisi per una relazione educativa e scolastica “sufficientemente buona
10,15 - 11,00 Paola Marinelli
Gruppoanalisi e Scuola: la formazione del docente
11,00 - 11,30 coffee break
11,30 - 12,15 Anna Maria Disanto
La mente dell’insegnante: strumento di lavoro  in quanto spazio-tempo di “reverie”
12,15 - 12,45 Aristotele Hadjchristos
Sviluppo del Sé e della personalità: la prospettiva psicodinamica
12,45 - 13,15 Dibattito - chair: Gianluigi Roscini
13,15 - 14,30 pausa pranzo

 

Seconda sessione: TRANSFERT E CONTRO-TRANSFERT
14,30 - 14,45 R. Filippo Pergola
Aspetti affettivi inconsci tra allievo-insegnante-scuola
14,45 - 15,15 Carmelo Sandomenico
Analisi istituzionale della scuola: aspetti inconsci di blocco al cambiamento
15,15 - 15,45 Arturo Casoni
Transfert e controtransfert nella relazione insegnante-allievo
15,45 - 16,15 coffee break
16,15 - 17,30 Francesco Mazzucchi e Felicia Tafuri

 

Presentazione teorica e pratica di dinamica di gruppo in funzione analitica
17,30 - 18,15 Dibattito conclusivo, verifica ECM e attestati Spunti tematici

 

La scuola è uno dei luoghi più importanti per attuare un cambiamento sostanziale dell’intera società: a partire dal singolo individuo in sviluppo, dal gruppo-classe e dalla stessa istituzione. A tal fine, oltre all’imprescindibile azione didattica, è bene considerare anche la cura degli aspetti psicodinamici:
ciò sarà possibile attraverso una specifica formazione del docente, che ne sviluppi la capacità di gestione della relazione.
Occorre che l’alunno possa intraprendere un cammino di conoscenza del proprio inconscio “mondo interno” e di quello esterno, come inconscio sociale di cui fa parte: al fine di stimolare un inizio di elaborazione di quei nodi psicopatologici presenti più o meno in ciascuno. In tal senso l’inserimento,
tra le attività scolastiche, di periodiche esperienze di dinamiche di gruppo in funzione analitica costituirebbe un’occasione formativa di tutta la persona, oltre che d’intervento su comportamenti
“problematici“, quali, ad es.: iperattività, deficit di attenzione, disturbi alimentari e d’identità di genere, bullismo,  tabagismo, abbandono scolastico, ecc.  Recenti ricerche hanno evidenziato il ruolo fondamentale  dei processi emotivo-affettivi inconsci nel favorire o   ostacolare l’apprendimento e lo sviluppo delle potenzialità  creative e professionali. Si apprenderà tanto meglio e in modo
fecondo quanto più l’insegnante sarà capace di creare uno  spazio di “contenimento” emotivo in cui l’allievo possa  “mentalizzare” angosce, paure, rabbia e conflitti irrisolti, in modo che, più libero, si “apra” all’introiezione dei nuovi contenuti  da assimilare. Il docente è quindi chiamato a svolgere anche
il processo della “reverie” (cfr. W. Bion) costituendosi come   “insegnante sufficientemente buono” (cfr. D.W. Winnicott  in riferimento alla funzione materna); senza trascurare l’autorevolezza  della “funzione paterna”: fondamentale perché    l’educando conquisti la propria separata identità e ‘futuribilità‘.
In tal contesto anche l’insegnante avrà bisogno per  se stesso di uno spazio e un tempo specifici (attraverso, ad  es., gruppi di supervisione analitica) in cui comprendere ed   elaborare sia il transfert dell’alunno sull’educatore e sulla   scuola, sia, soprattutto, il proprio processo controtransferale
nella relazione educativa, ossia i propri vissuti inconsci pregressi   che “porta-dentro” la relazione con l’allievo e l’istituzione-   scuola. Ciò a vantaggio tanto l’allievo, quanto del docente   stesso che ne otterrà ulteriore ricchezza e gratificazione nello   svolgimento della propria preziosissima professione.

 

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