
La vulnerabilità primaria riguarda deformazioni fisiche, difficoltà adattive, difficoltà di integrazione, passività, inibizioni, difficoltà a controllare i riflessi.
Vulnerabilità secondaria riguarda la difficoltà del funzionamento corpo, delle relazioni e delle difficoltà emozionali (bassa autostima)
Si passa poi ad analizzare i circuiti di attaccamento tra genitore e figlio. L’emotività, lo stile educativo del genitore si riflette sul bambino e lo influenza. Anche lo stress del genitore ha delle ricadute sul bambino.
Lo sviluppo emozionale del bambino è importante da esercitare e non solo gli apprendimenti. Per vedere lo stile di attaccamento si fanno dei test del bambino. La famiglia va aiutata e non colpevolizzata. Se non si spezzano questi legami morbosi tra bambino e famiglia, non si otterranno risultati nel bambino.
Se la madre è ansiosa come stile cognitivo questo si riflette nel bambino. Se si parte da una depressione secondaria si arriva agli attacchi di panico con personalità dipendente che ha problemi nelle relazioni e svilupperà una personalità insicura, incapace, dipendente dagli altri. L’ansia sociale può diventare disturbo di personalità.
Gli stili di attaccamento:
• Stile ipercritico
• Stile iperprotettivo
• Stile perfezionistico
• Stile incoerente
Sono stili introiettati che vengono dal modello del genitore.
Il genitore iperprotettivo e forte porta il bambino con l’evitamento della relazione e porta a rapporti simbiotici tra genitore e figlio in cui quest’ultimo non si libera mai dalla figura genitoriale.
Se la madre è perfezionista, questo si riflette nel figlio che non si sa lasciare andare e avrà l’ansia di sbagliare che è presente in tutti, ma bisogna sdrammatizzare l’errore.
Questo perfezionismo è imposto dalla cultura occidentale che ci vuole tutti perfetti e questo mette ansia ma si deve sdrammatizzare e l’errore è un arricchimento e non un fallimento. L’ansia dell’errore fa parte dell’umanità.
Non dobbiamo colpevolizzarci o colpevolizzare gli altri e quindi troppi rimproveri fanno male come i toni moralistici. Il bambino come l’adulto piange al rimprovero e questo è da evitare per l’autostima.
Se il coniuge fa notare i lati negativi al partner con ipercriticismo, questo si riflette nel bambino e lo porta ad avere la paura di essere disapprovato dagli altri come dai genitori e quindi ha bassa autostima e meccanismi di evitamento.
Il disturbo della condotta del bambino dipende dal genitore da cui non riceve autorità e diventa bullo, antisociale e non tollera l’incertezza e si attiva con meccanismi suoi di potere.
L’ansioso non tollera l’ignoto.

Elettra Cecilia








