
Un punto critico del comunicare: Tutti possono comunicare, ma non tutti sanno farsi capire
Comunicare significa tante cose e può non significare nulla: tutto dipende dal senso che vogliamo dare alla parola.
Gli aspetti cardini della comunicazione: il verbale, paraverbale, non verbale. In tutti i libri che trattano quest’argomento c’è scritto che saper comunicare significa sapersi esprimere; sapersi esprimere significa farsi capire.
Per farsi capire occorre suscitare interesse in chi ascolta le nostre parole. Questo è fondamentale per in docente e non solo di sostegno.
In sintesi, per comunicare occorre:
1. conoscere il destinatario;
2. usare appropriati veicoli di trasmissione;
3. saper suscitare interesse;
4. informare esaurientemente;
5. ascoltare e valutare le reazioni del destinatario;
6. migliorare, se necessario, il contenuto dell’informazione trasmessa, usando differenti e più efficaci mezzi di comunicazione;
7. suscitare interesse con nuovi stimoli;
8. riascoltare e valutare di nuovo le reazioni del destinatario, sempre, all’infinito.
Per comunicare non basta accontentarsi di avere trasmesso ciò che volevamo dire (quante volte lo avete fatto e l’altra parte non ha capito nulla o ha travisato le Vostre parole?).
Se veramente vogliamo ottenere successo quando comunichiamo con gli altri, dobbiamo mettere il destinatario nella situazione di capire ciò che noi gli abbiamo comunicato. Oserei affermare che tutti possono comunicare, ma non tutti sanno farsi capire.
Da ciò deriva che saper comunicare è un’arte. Un’arte che secondo me si può imparare. Per impararla occorrono buona volontà (tanta), empatia ed esercizio continuo dei metodi che regolano le moderne tecniche di comunicazione.
Verbale, paraverbale e non verbale. Intanto, attenzione alle parole: parlare semplice è uguale a parlare chiaro. Usare il linguaggio più specialistico e difficile spesso non aiuta a catturare l’attenzione di chi ascolta, anzi, molto spesso causa l’effetto contrario.
Prima regola di un buon comunicatore è di conoscere il pubblico al quale dovrà parlare.
Tenete presente che il verbale (ovvero le parole che sono dette in una qualsiasi conferenza, seminario, lezione scolastica, o semplice riunione di lavoro) rappresenta solo il 7% della comunicazione. Ciò significa che le Vostre parole, colpiscono l’attenzione dei presenti in misura minore di quanto possiate pensare. Se Vi limitate ad usare solo il verbale correte il rischio di parlare esclusivamente alle persone auditive, e quindi: di escludere tutte le altre. Alla fine del vostro incontro, molte delle persone presenti avranno afferrato solo una percentuale minima di ciò che avrete detto.
Di Elettra Cecilia

Elettra Cecilia








