Il Sogno del Medioevo

Si inaugura sabato 26 settembre 2009 la mostra delle bandiere del Museo Stibbert di Firenze. L’esposizione “Il sogno del Medioevo” fa parte delle celebrazioni per i settecento anni del Costituto Senese In mostra a Siena le bandiere ottocentesche del Palio Sono dodici bandiere che Frederick Stibbert acquistò nel 1884.

bandiera

Intanto continua nel Chiasso di Sant’Ansano l’esposizione dei carrocci del corteo storico del Palio

Le bandiere del Palio protagoniste delle celebrazioni per i settecento anni del Costituto Senese. Sabato 26 settembre alle 11 al Santa Maria della Scala si inaugura la mostra “Il Sogno del Medioevo” curata da Mauro Civai ed Enrico Toti. In questa occasione verranno presentate, in una suggestiva esposizione, dodici bandiere delle Contrade appositamente restaurate, provenienti dal Museo Stibbert di Firenze. Nella stessa occasione verrà presentato anche il documentario “Dietro la bandiera” realizzato da Massimo Reale.

Si tratta di un importante recupero di testimonianze che riguardano sia il Palio che le diciassette comunità cittadine. Le bandiere esposte presentano interessanti elementi iconografici sia nel disegno che nella foggia. Il minuzioso e accurato restauro, diretto da Mary Westerman Bulgarella, è durato oltre tre anni ed è stato sostenuto dalla Fondazione Monte dei Paschi.

Le bandiere sono parte dalla collezione di Frederick Stibbert che il 20 aprile 1884 acquistò dal negoziante Gaetano Basetti diciassette “stendardi in seta”. Dodici vennero sistemate al centro del soffitto di una sala della villa denominata “delle bandiere”. Si trattava di quelle delle contrade della Civetta, del Drago, della Giraffa, dell’Istrice, del Leocorno, della Lupa, del Nicchio, dell’Oca, dell’Onda, della Pantera, della Tartuca e del Valdimontone.

Nonostante le accurate ricerche effettuate nel museo Stibbert non sono state ancora rintracciate quelle dell’Aquila, del Bruco, della Chiocciola, della Selva e della Torre.

Alcune recano la data di esecuzione come quelle della Pantera (1826), della Giraffa (1828) e dell’Oca (1859), oltre alle iniziali o i nomi degli autori. Ad esempio, quella della Giraffa reca la firma “Maria Bartoli cucì”.

Le bandiere originali sono state sostituite nella sala del museo con fedeli riproduzioni in seta, realizzate da una ditta specializzata olandese, e adesso potranno finalmente essere ammirate da senesi e visitatori come una sorta di anticipazione del futuro museo del Palio.

Sempre al Santa Maria della Scala, nella suggestiva atmosfera del Chiasso di Sant’Ansano, continua l’esposizione dei carrocci del Corteo storico del Palio. In particolare è possibile ammirare quello progettato nel 1928 dal pittore Ricciardo Meacci, una sorta di carro di trionfo arricchito da cinque pannelli laterali sui quali il celebre “pittore di quadri antichi” Icilio Federigo Ioni dipinse le diciassette Contrade attraverso graziose allegorie degne di un miniatore antico.

E’ inoltre esposto un carroccio della metà dell’Ottocento, sulla quale è stata tra l’altro posta la riproduzione dello stendardo di Monteaperti, nel quale oltre alla Vergine recava la scritta “SENA VETUS CIVITAS VIRGINIS, ALPHA ET OMEGA, PRINCIPIUM ET FINIS”. Per secoli il grande stendardo di seta bianca era stato conservato al Santa Maria della Scala, ma fu trafugato nella seconda metà del Settecento.

Frederick Stibbert (1838-1906), nato a Firenze da padre inglese e madre italiana, ma educato in Inghilterra, fu un celebre collezionista d’arte, armi e armature di ogni epoca che raccolse e sistemò nella sua villa sui colli fiorentini, proprietà che, unitamente al parco che la circonda, alla sua morte volle donarla al Comune di Firenze. Oggi la sua prestigiosa residenza è la sede del museo a lui intitolato.

Stibbert rimase sempre legato alla sua casa fiorentina, acquistata dalla madre, Giulia Cafaggi, e sede della famiglia. Nel 1859 entrò in possesso di un enorme patrimonio del quale continuò sempre a occuparsi con estremo impegno e grande intuito, approfittando della sua molteplice natura di finanziere internazionale, collezionista appassionato e viaggiatore abituale. Infatti, per quasi cinquanta anni, al fine di realizzare il progetto della sua vita, la trasformazione della villa di Montughi in museo, potette facilmente controllare le varie offerte provenienti dal mercato antiquario di tutta Europa.

La collezione, circa cinquantamila pezzi, fu raccolta tra il 1860 e la fine del secolo, ed è composta oltreché da dipinti di varie epoche, da un gran numero di esemplari di armature, armi bianche e armi da fuoco, soprattutto dei secoli XVI-XVIII, provenienti da scuole italiane, tedesche e francesi.

Ufficio Stampa “La Città del sì”

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Mostra di Bandiere "Il sogno del Medioevo"

Mostra di Bandiere “Il sogno del Medioevo”
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