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La sfida dell'educazione

Misura della nostra capacità di futuro, Fiuggi, Assemblea Pastorale, 25 settembre 2009

Paola Bignardi

Si è tenuta ieri la conferenza della Prof.ssa Paola Bignardi, Presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana fino a maggio 2005, è attualmente alla guida del Forum Internazionale di Azione Cattolica (FIAC), dal 2005 dirige “Scuola Italiana Moderna”, quindicinale per la scuola primaria; dal maggio 2008 è membro del Comitato per il Progetto culturale promosso dalla Chiesa Italiana.

Grande emozione ed entusiasmo dalle sue parole, dalla serietà, professionalità e umanità del suo pensiero sui giovani oggi e sulla sfida educativa di una generazione troppo spesso vista negativamente per gli episodi legati al bullismo nelle scuole, all’uso di droghe e alcol tanto da non lasciar intravvedere i suoi punti di forza, di bontà, di positività che spesso si celano dietro un’apparenza “sciatta” e trasandata.

La Bignardi ha tenuto la sua conferenza all’insegna di un’analisi reale della sfida educativa oggi che coinvolge educatori professionali, docenti di scuola, ma anche genitori o più in generale il mondo adulto che dovrebbe ripensare se stesso in termini di educatore, tenendo conto dei grandi cambiamenti culturali, socio-antrolopologici avvenuti fin’oggi anche tra le nuove generazioni.

La Bignardi precisa che secondo lei “emergenza educativa” è un’ espressione entrata nel linguaggio comune per indicare le attuali difficoltà dell’educazione e spesso nasce dalla constatazione di comportamenti che indicano il disorientamento dei più giovani, e si porta dietro giudizi e valutazioni negative sui giovani e sul futuro.

“Più che di emergenza educativa, personalmente - sottolinea la Bignardi- preferisco parlare di crisi dei modelli tradizionali dell’educazione. Oggi educare non ha più nulla di scontato e non può riprodurre le esperienze educative del passato. Questo cambiamento richiede che tutti coloro che hanno responsabilità educative ripensino a fondo il modo con cui riescono a mettersi in comunicazione con i più giovani, per accompagnare il processo della loro crescita in umanità, in cultura, in fede”.

Punti di forza per educare oggi sono soprattutto infondere entusiasmo e passione per la vita, infondere coraggio e fiducia in se stessi tra i giovani, essere credibili come adulti in quanto consapevoli di un’estrema coerenza tra il proprio dire e il proprio fare, e coinvolgere con nuove forme di comunicazione gli educandi, spesso restii ad accettare regole da seguire, chiusi nelle proprie ansie e nel proprio malessere sociale. Ha parlato di valori da istillare tra i giovani, come la coscienza-coerenza del proprio modo di pensare con il proprio modo di agire, ha parlato di libertà, ha parlato di Dio e di metterci nella condizione della vocazione ad educare pensando di trovare in ogni volto umano che incontriamo, gli infiniti volti di Cristo come un Cristo vivente nella storia e nei secoli.

Pertanto ha sottolineato di non credere semplicemente ad un’esistenza astratta, lontana di Cristo ma di cercarlo nei volti umani che ogni giorno incontriamo per strada, a lavoro, nelle scuole, nella famiglia e di trasmettere passione e amore per la vita nella continua ricerca della felicità che non è e non sarà mai nelle cose, nell’effimero delle cose, ma in noi stessi, nei piccoli gesti quotidiani, nella natura e in ogni persona che c’è nella nostra vita anche quelle in difficoltà, ma non solo.

Trasmettere amore per la vita e non riportare le nostre tristezze di adulti, spesso appassiti e spenti, ai giovani altrimenti non ci sarà mai un vero contatto che possa portare ad un’educazione vera.

Di Elettra Cecilia

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