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Mostra di Italo Turri in arte Monzon

La mostra ha il patrocinio del comune di Frosinone e della Regione Lazio, dal 29 Aprile 2010 al 16 Maggio 2010 presso la sala espositiva della Villa Comunale di Frosinone nel cuore della Ciociaria

Il treno dipinto di Italo Turri

Un percorso espositivo dell’artista Ciociaro Italo Turri in arte Monzon vi aspetta alla Villa comunale di Frosinone, per emozionarvi con la poesia della sua arte tra atmosfere surreali ed espressioniste nella bellezza e fascino delle sue forme e colori.
Riporto un estratto della mia intervista a Magno Carroccia ed Anna Turri la figlia dell’artista ciociaro, in ricordo del pittore Italo Turri che aiuta a capire la sua personalità ed il dono della sua arte.

Elettra_ Come era nella vita di tutti giorni Italo Turri detto Monzon?

Anna e Magno: __Difficile dirlo, non a caso Lorenzo Ostuni (docente, tra l’altro, di un istituto di psicologia americano) lo ha definito “Il Lunatico dell’innocenza”

Elettra_ quali sono stati i riconoscimenti ufficiali più importanti delle sue opere?

Anna e Magno__Il riconoscimento più importante è stato quello del Premio Internazionale Arte e Libertà di Avellino con la partecipazione di circa 300 artisti provenienti da tutto il mondo, con una giuria composta da critici di fama Internazionale in primis dal Dottor Vito Cracas che, ritengo oggi, uno dei critici più seri e professionali nel senso di dire: (più mi dai…e più bella faccio la prosa). Al Victor Hugo di Avellino, ancora oggi risuonano nelle mie orecchie, le parole della giuria che diceva: il secondo premio viene attribuito all’artista Italo Turri per aver ridato all’Arte…..un’emozione che non so descrivere anche perchè era l’inizio del suo percorso artistico dopo la scomparsa.

Tutto ciò che accade nel quotidiano era al centro della sua arte: passione, tensione, amore, preoccupazioni….
Io e mio marito, siamo forse le uniche persone alle quali, in alcuni rari momenti ha permesso di conoscerlo “dentro, interiormente” ci ha permesso in sostanza di entrare nel suo mondo: in quei momenti era il simbolo della purezza, della tenerezza, tutto quello che è il buono della società, lezioni di vita che non si potranno dimenticare mai.

Intervista a Magno Carroccia ed Anna Turri la figlia dell’artista ciociaro