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  • Feste di tradizione Ciociara

    I paesi dei Monti Lepini - ad esempio - distribuiscono ancora la polenta e la panicella di S. Antonio Abbate, la panarda a S. Rocco ed i panicegli a S. Antonio da Padova

  • La danza del saltarello

    La danza, per esempio, che una volta accompagnava la raccolta del grano, la spannocchiatura o la trebbiatura, la vendemmia, era un rito al quale, la sera, sull’aia, era difficile sottrarsi, nonostante le fatiche della giornata.

  • Il costume ciociaro

    L’abbigliamento del costume tradizionale ciociaro è stato particolare. A partire dalla speciale calzatura, la ciocia, che dà il nome al territorio ed è già descritta da Virgilio, per finire al giubbotto, molto simile alla mastruca sarda e ricordato da Cicerone nell’Orazione Pro Scauro.

  • Il dialetto ciociaro

    E’ un dialetto, quello ciociaro, che non si lascia omologare né dall’una, né dall’altra area e sa sviluppare una propria cultura, mediana appunto, tra le mediane.