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La grande guerra in DVD : la seconda serie - 2a parte

30-01-10 Il dettaglio della seconda serie di DVD dedicati alla grande guerra (Hobby and Work)

foto grande guerra fronte6 - LA FINE DELLO STALLO
Logoramento, “leoni condotti da scimmie”: per un solo Natale il macello conobbe un’effimera tregua – vennero impiegate vecchie ed errate concezioni della guerra sul Fronte occidentale. In realtà la guerra procedette con una costante evoluzione tattica: centinaia di generali morirono in azione; alcuni uomini adottarono la filosofia del “vivi e lascia vivere”, stabilendo in via informale innumerevoli tregue locali.
La Germania sperimentò nuove strategie a Verdun: 750.000 francesi e tedeschi morirono per risultati modestissimi. Dopo il terribile fallimento della Somme gli inglesi a Cambrai usarono i carri armati, ma i tedeschi riuscirono a riconquistare il terreno perduto. In quella
situazione la vittoria sul Fronte occidentale sarebbe andata alla parte che avesse imparato a consolidare il successo ottenuto.

7 - L’EMBARGO INGLESE
Gli inglesi si aspettavano una seconda Trafalgar – ma in pochi giorni i sottomarini tedeschi trasformarono il Mare del Nord in una zona inaccessibile per le grandi navi da guerra britanniche. Gli inglesi risposero con un blocco dell’Europa per affamare il nemico. La Germania lanciò attacchi sottomarini contro navi civili, compresa la Lusitania, provocando 1200 vittime.
L’America svolse il ruolo di armiere e banchiere verso le nazioni belligeranti ma, nonostante fosse presa di mira da spie e sabotatori, fu profondamente riluttante a prendere parte al conflitto. Poi decifratori dell’unità di spionaggio della Marina Militare britannica decriptarono il telegramma Zimmerman, scoprendo come la Germania stesse incoraggiando il Messico ad attaccare gli Stati Uniti. Solo allora l’America entrò in guerra.

8 - LA RIVOLUZIONE RUSSA
I governi belligeranti diventarono sempre più esposti ai rischi di ammutinamenti e di caduta del morale delle truppe al fronte, di rivolta e disobbedienza dei civili. Mentre si preoccupavano di controllare le agitazioni a casa propria, adoperavano agenti per sobillarle nei paesi nemici.
La Gran Bretagna sponsorizzò la rivolta araba con Lawrence d’Arabia, la Germania sostenne gli indipendentisti irlandesi fornendo loro armi per l’Insurrezione di Pasqua e, nel 1917, sovvenzionò il colpo di stato di Lenin in Russia. La rivoluzione divenne un’arma di guerra, per colpire il nemico dall’interno. Quando Lenin ritirò la Russia dalla guerra, di fatto ripagò gli sforzi della Germania per provocare la rivoluzione, rendendo disponibile mezzo milione di soldati tedeschi per combattere sul Fronte occidentale.

9 - L’ULTIMO AZZARDO DELLA GERMANIA
Nel marzo 1918 la Germania lanciò una massiccia offensiva sul Fronte occidentale nel tentativo di vincere la guerra prima dell’arrivo degli americani. Lo stratega fu il Generale Erich Ludendorff – geniale ma instabile. In pochi giorni la V armata inglese venne costretta a ritirarsi, mentre Parigi veniva bombardata a distanza dai supercannoni tedeschi. Alcuni Alleati temettero la sconfitta.
L’impero Ottomano e l’impero austro-ungarico, alleati dei tedeschi, erano, però, affamati e demoralizzati. In Germania il fronte interno, logorato dalla guerra, era insidiato da pericolose idee socialiste. La grande offensiva di Ludendorff si esaurì. Era stata lanciata senza adeguati obiettivi strategici e riserve. I soldati tedeschi, affamati ed esausti, rallentarono l’avanzata. A questo punto cominciarono ad arrivare in forza gli americani.

10 - UNA GUERRA SENZA FINE
Gli ultimi mesi di guerra furono più distruttivi della precedente fase del conflitto caratterizzato dalla guerra di trincea. I tedeschi restavano sul suolo francese, credendosi imbattuti. Gli Alleati riuscirono ad ottenere la resa incondizionata della Germania – sulla carta – con l’armistizio. A Versailles la Germania fu ritenuta l’unica responsabile della guerra e costretta a pagarne i danni.
La Grande guerra, che ha causato più di 20 milioni di morti, alla luce della storia appare una strage insensata. All’epoca, però, era vista in termini positivi: una legittima difesa dall’aggressione, una fonte di gloria. Se per un po’ è riuscita a frenare il militarismo non è certamente stata “la guerra che pone fine a tutte le guerre”. Il terribile messaggio che ha lasciato al secolo che ha plasmato è che la guerra può appagare le ambizioni.