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Per tutti i collezionisti di porcellana: anima e poesia

09-04-10 Ancora pochi giorni (poco più di una settimana) per ammirare a Roma una mostra di sicura ispirazione per ogni collezione che si rispetti

porcellana giapponese roma 2010

Due artiste giapponesi accomunate da una lunga esperienza di vita e di lavoro in Italia: Iko Itsuki, nelle cui raffinate porcellane si leggono poesia e sensibilità orientale, oltre a tocchi e accostamenti cromatici provenienti dal mondo della moda; Izumi Oki, che dellarte e del vetro in particolare ha fatto una raison d’être che l’ha resa nota al grande pubblico. Entrambe le artiste si esprimono, in maniera diversa, per mezzo di una materia fredda e dura.

Iko Itsuki, pittrice, sceglie la porcellana e attraverso tecniche di chiaro richiamo orientale la decora di preziosi motivi; Izumi Oki, scultrice, non potendo plasmare o scalfire le lamine di vetro che utilizza, le sovrappone creando delle sorprendenti forme geometriche tridimensionali.

Nonostante entrambe non operino nella loro terra d’origine sono frequenti e continui i riferimenti alla cultura giapponese: Itsuki sceglie spesso colori, soggetti e motivi tradizionali, Oki fa trasparire attraverso il vetro delle sue sculture la sua propensione al minimalismo, al design, all’estetica del vuoto tipici di gran parte dell’arte giapponese. Mentre Itsuki comunica attraverso le eleganti scelte cromatiche e i disegni, Oki esalta le proprietà e la trasparenza del vetro per mezzo di modulazioni e giochi di luce.

La grande dimensione scelta da Oki per la mostra presso l’Istituto riempie lo spazio di una concettualità impalpabile, densa ed essenziale come la fluidità e la permeazione interno/esterno delle opere suggerisce, mentre Itsuki indaga il dettaglio, lo fa protagonista e narratore di una personalità ricca e graziosa imbevuta della tradizione artistica e letteraria del Giappone.

La Poesia della Pocellana - L’Anima del Vetro.

Iko Itsuki & Izumi Oki Artiste in Italia
Istituto Giapponese di Cultura in Roma
5 marzo - 17 aprile 2010
A cura di: Istituto Giapponese