Negli ultimi giorni due eventi hanno destato clamore fra le cronache delle varie province italiane, entrambi legati da due fattori: il collezionismo di armi e le ferite gravi (o addirittura la morte!) conseguite a seguito di una disattenzione.
Del primo caso abbiamo dato notizia anche su queste pagine: un collezionista di armi ed esplosivi della prima e seconda guerra mondiale è rimasto gravemente ferito mentre cercava di pulire un proiettile.
Il secondo caso riguarda invece la morte di un fotografo durante la celebrazione di un matrimonio; nel tentativo di trovare qualche scatto originale sono state impiegati delle armi (regolarmente denunciate) di proprietà della famiglia dello sposo.
Purtroppo un colpo accidentale ha ucciso l’uomo.
Vale la pena ricordare quindi:
Previa denuncia all’Autorità di P.S., è ammessa la detenzione al più di tre armi comuni da sparo, sei se di tipo sportivo (non c’è invece un limite nel numero di fucili da caccia detenibili). Chi supera tali limiti viene considerato collezionista ed ha l’obbligo di richiedere l’autorizzazione alla collezione al Questore per ciascuna arma, anche se ognuna già distintamente denunciata (è invece sempre vietato il collezionismo del munizionamento).

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