Le nostre nonne dicevano che non era possibile buttare l’immagine di un santo: bisognava bruciarla.
Forse anche grazie a questa usanza, moltissime immagini di santi (da cui il nome “santini”) sono sopravvissuti nel corso dei decenni, resistendo al passaggio di mano all’interno delle famiglie e qualche volta conservandosi all’interno di libri religiosi come breviari, vangeli, bibbie, messali.
Il collezionismo di immaginette è un fenomeno relativamente recente, esploso negli ultimi 20-30 ma che vede un pubblico sempre più competente ed esigente.
Le quotazioni sono presto salite alle stelle, specie per i pezzi più rari e di fattura particolare.
Proprio ai collezionisti e agli appassionati (ma ovviamente anche ai fedeli) è dedicata la mostra di Clavesana.
Il reverendo Parroco don Dompé ha infatti messo a disposizione un cospicuo numero di Immagini Sacre per la maggior parte commissionate da Parrocchie di Clavesana e Roccaciglié, alcune delle quali risalgono alla fine del 1800.
Alla mostra hanno contribuito anche numerose famiglie che hanno messo a disposizione quanto conservato dai propri avi.
La mostra è stata inaugurata il 30 luglio e rimarrà aperta fino alla fine dei festeggiamenti patronali (adonna della Neve)

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