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La passione e l’arte....

....di due grandi collezionisti del secolo scorso

‘La passione e l’arte’ è il titolo della mostra che, apertasi a Siena lo scorso 8 dicembre nel complesso museale di Santa Maria della Scala, intende celebrare due importanti collezionisti di opere d’arte e amici come Cesare Brandi (Siena, 1906-1988) e Luigi Magnani (Reggio Emilia 1906- Parma 1984).

Cesare Brandi, fra i massimi esperti e teorici dell’arte, oltre all’attività accademica, nel 1938 progetta e fonda insieme a G. C. Argan l’Istituto Centrale del Restauro, del quale è direttore fino al 1959. Nel 1988, egli lascia in eredità allo stato la sua prestigiosa collezione di opere d’arte raccolte nella sua Villa di Vignano a Siena. Agli inizi degli Anni Trenta stringe forte amicizia con Luigi Magnani, imprenditore, che nutre profondi interessi per la musica, la letteratura e le arti figurative. Con Magnani nasce una forte intesa artistica e intellettuale, oltre ad un reciproco confronto continuo in tema di arte e collezionismo.

La mostra, in occasione del centenario della nascita di Cesare Brandi, intende celebrare entrambe queste due personalità di spicco della cultura del Novecento e, vuole omaggiare, insieme ad essi, gli artisti che li hanno conosciuti e frequentati. L’amicizia e l’intendimento intellettuale che ha legato Brandi e Magnani ad artisti come Guttuso, Morandi, Manzù (solo per citarne alcuni degli autori presenti nella mostra) è testimoniato dalle opere, scultoree e pittoriche, che entrambi avevano raccolto nelle proprie dimore e che, fino all’11 marzo, saranno esposte a Siena.

Una collezione che diviene un percorso intellettuale per il visitatore, il quale si trova a spaziare da autori come Domenico Beccafumi e Rutilio Manetti, appartenenti alla scuola senese nel periodo che va dal Trecento al Seicento, alla pittura francese, grande passione di Luigi Magnani, con gli acquerelli di Paul Cézanne, dipinti in Provenza tra il 1890 e il 1895, le composizioni di Pierre August Renoir come Paysage de Cagnes (1905 - 1908) e il paesaggio, intriso di luce, Falaises à Pourville (1897) di Claude Monet.

Dell’arte italiana si potranno apprezzare i dipinti di Renato Guttuso (nella immagine Natura morta con pianoforte del ‘47) , alcuni dei quali eseguiti nella villa di Brandi a Vignano ed ispirati dai soggiorni nella campagna senese; le nature morte di Giorgio Morandi, ma anche le sculture tra cui i bronzi di Giacomo Manzù, i capolavori di Leoncillo o i Tre scogli di Pino Pascali.

Una rassegna, dunque, di oltre cento opere che attraversa le più importanti correnti artistiche del secolo scorso, grazie alle collezioni di due personalità di spicco nella cultura del Novecento: Cesare Brandi e Luigi Magnani.

con la collaborazione della Dott.ssa Elena Sanchini