Mentre la crisi erode spazi crescenti di consumo anche in Europa, la nicchia equosolidale tiene. Questo non soltanto per le caratteristiche di prodotto, ma anche per i valori dei quali essa è portatrice e promotrice in tutto il mondo. Questa tendenza, tuttavia, fa sì che gli schemi di certificazione e sostenibilità delle produzioni si moltiplichino, e con essi la confusione per i consumatori rispetto a quali siano gli elementi di eccellenza, ma soprattutto i principi in virtù dei quali i prodotti questi prodotti così particolari si presumono diversi.
AGICES, con il percorso di certificazione della filiera integrale del Commercio Equo e Solidale (non soltanto i prodotti, ma l’equità, la democrazia e la trasparenza delle organizzazioni del movimento, a Nord come a Sud), ha scelto di fronte ai cittadini, ai produttori, ai lavoratori, al movimento nel suo complesso, la “parte giusta”.
La presenza alla conferenza di Roma di Sergi Corbalan, coordinatore per l’advocacy a Bruxelles delle organizzazioni internazionali di Commercio Equo riunite in FINE (FLO, IFAT, NEWS, EFTA), insieme alla produttrice argentina Claudia Bravo di Coopsol ed a numerosi esponenti del Commercio Equo europeo, soprattutto delle aree di nuova cittadinanza dell’Unione, all’indomani del rinnovo del Parlamento europeo, sarà importantissima per verificare le priorità d’azione comune, a livello nazionale ed internazionale, perché, contro gli “equo-furbi” e le pratiche di “fair-washing” si accresca la riconoscibilità e il sostegno al Commercio Equo “dalla parte giusta”.
Per info: segreteria@agices.org

Alfonso Palazzo








