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Acconto, caparra confirmatoria, caparra penitenziale

In alcune fasi della compravendita prima della stipulazione del rogito è d'uso chiedere all'acquirente il versamento di somme di danaro. E' molto importante capire a che titolo giuridico vengono richieste poichè si tratta di differenze sostanziali.

Innanzi tutto è bene precisare che nessuno fino alla stipula del così detto rogito può obbligarci ad esborsi economici ma è altrettanto vero che vengono richiesti per tutelare il venditore nei confronti del potenziale cliente, mentre sull’acquirente grava il peso di manifestare la volontà di volersi impegnare.

Insomma una serie di rapporti da tenere in equilibrio.
Difficilmente si può comprare casa arrivando al rogito senza aver versato una minima somma, non troveremmo mai venditori! Durante la fase della proposta d’acquisto ci possono chiedere solo anticipi a titolo di acconto.
Questo significa che se per un qualsiasi motivo l’affare non andasse a buon fine chi ha versato ha diritto di ricevere l’intera somma senza interessi in quanto stiamo parlando di un deposito infruttifero.

La caparra confirmatoria invece è un anticipo sul prezzo di acquisto dell’immobile il cui saldo viene versato al compromesso. Se l’acquirente recede perde l’intera somma, se invece la parte inadempiente è il venditore questi è tenuto a restituire all’acquirente una somma corrispondente al doppio dell’importo della caparra. La parte che non recede può rivolgersi al giudice e chiedere l’esecuzione coatta del contratto (art.1385 ) oltre al risarcimento per il danno subito.

La caparra penitenziaria nasce da un concetto completamente diverso.
Le parti ipotizzano sin dalla nascita del contratto la possibilità di recedere dallo stesso. L’inadempienza è esaurita dalla perdita della stessa caparra senza incorrere in conseguenze legali.

L’importo delle suddette caparre è lasciato alla libertà delle parti.