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La comunicazione animale

E’ indubbio che la nostra comunicazione trova le sue origini nella comunicazione animale, eppure le nostre sovrastrutture spesso ci impediscono di comprendere il significato di gesti solo apparentemente oscuri.

Quando osserviamo un animale il primo istinto è quello di stabilite se ci piace o se proviamo ribrezzo, ovvero paura. La seconda sensazione è più comune nei confronti degli animali che conosciamo meno (animali selvaggi), verso quelli per i quali manteniamo la memoria di una avvenimento negativo (aggressione subita da un cane o da un gatto) o temiamo che possano nuocere alla nostra persona –(insetti o animali feroci).

In realtà ogni animale, esattamente come ogni popolo è fornito di un linguaggio proprio e di uno schema di vita meglio noto all’essere umano come comportamenti o costumi sociali. Il tutto, come mostra la presentazione preparata EGART dall’Università di Ca’ foscari di Venezia la comunicazione animale si svolge (anche contemporaneamente) tramite il canale VISIVO, ACUSTICO, ELETTRICO, TATTILE e CHIMICO. La presenza di canali multipli evidenzia quindi una complessità che siamo spesso a sottovalutare in quanto ai nostri occhi non sempre “razionalmente” comprensibile. Per esempio il cane che “simpaticamente” si prostra a pancia all’aria solo col tempo e con l’abitudine che si innesca : pancia all’aria-grattatine, diventa una sorta di gioco. All’origine e soprattutto in presenza dei propri simili è un riconoscimento di inferiorità. Il gatto, tanto amato per la sua eleganza, è spesso tenuto a maggior distanza nelle famiglie, soprattutto dai bambini, nonostante non sia indifferente ai componenti della famiglia o legato “unicamente alla casa” come molti luoghi comuni recitano. Tuttavia, appartenendo alla famiglia dei felini ha un istinto “selvaggio” naturalmente più marcato rispetto ad un altro animale domestico giudicato “più mansueto”, quindi meno duttile ad apprendere il linguaggio e il comportamento umano e più portato ad imporre il proprio. Coloro che ancora non avesse fatto esperienza di un animale domestico, perdono un’occasione per ricongiungere quel ponte che spesso si è interrotto tra istinto e ragione. Osservare e comprendere i comportamenti animali, sé fatto con rispetto è sicuramente un ottimo modo per :

1. conoscersi meglio;

2. imparare a relazionarsi con ciò che appare diverso;

3. rispettare e tollerare anche i comportamenti che non capiamo.

Un utile esercizio di vita per i bambini e sicuramente per un’infinità d’adulti.

Se l’argomento vi ha incuriosito potete visionare tra il materiale didattico delle lauree triennali messo a disposizione dell’EGART nella sessione elementi di etologia

O leggendo Non soltanto riti e ruggiti. La comunicazione animale di Rogers Lesley J. e Kaplan Gisela o Psicologia della Comunicazione a cura di ANOLLI L.

Buona lettura dunque e come al solito non dimenticate di scriverci per comunicaric le votre opinioni ed esperienze.