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Cosa nasconderà la maschera?

A giorni tornerà sui grandi schermi una nuova avventura di uno dei più famosi supereori mascherati: Batman. Sarà ancora un voler riproporre l'eterna battaglia tra bene e male? E se così fosse perchè siamo sempre in trepidante attesa? Qual è il messaggio al quale rispondiamo?

Dalla notte dei tempi i supereroi si avvicendano nei nostri libri e sui nostri schermi. Ciascuno di noi, anche se per un breve istante, ha finito per immedesimarsi in qualcuno di loro. A volte interpretano modelli vincenti anche nella loro vita “reale” anche se il più delle volte è proprio la loro maschera a permettergli “riscatto”. Combattendo costantemente il braccio di ferro tra bene e male a volte finiscono per perdere la dimensione della realtà e varcano anch’essi il confine, eppure, come dimostra la serie infinita di film che sono stati prodotti e quelli in produzione, non solo non ci stancano mai, ma li aspettiamo sempre con trepidante attesa. Sappiamo bene che non esistono, o almeno nella maggior parte dei casi, laddove manteniamo un contatto con la realtà, non proviamo neanche ad invocarli in caso di bisogno, ma chi di noi non ha invidiato gli abitanti di queste cittadine americane che si ritrovano a poter contare su degli interventi sovraumani?

La presenza di personaggi mascherati, la cui personalità assorbe anche dei tratti “animaleschi” non nasce forse dalla nostra profonda esigenza di abbattere la facciata pubblica e andare a scavare oltre le apparenze, semmai negli istinti più bassi, quelli che ci guardiamo bene da mostrare anche a noi stessi?

I supereroi terresti, quelli che non abbiamo fatto precipitare sulla Terra da chissà quale pianeta, sono esseri umani come tanti, capaci di manifestare un amore universale che finisce spesso, se non sempre, per sfociare in un totale sacrificio della vita privata a vantaggio dell’interesse di un pubblico dal quale sono comunque costretti a nascondersi e talvolta a difendersi.

Si mascherano per non farsi riconosce proprio da quell’uomo comune che sono disposti a aiutare : da noi !

Ciascuno di noi è certo che, messo alla prova, non tradirebbe mai il proprio supereroe, eppure il rapporto uomo supereroe si gioca su un piano di fiducia unidirezionale. Esattamente come un dio minore, che tutto regola e tutto il male generato dalle debolezze umane rimette a posto.

Ma cosa si cela veramente dietro a quella maschera che sembra che noi soli siamo capaci di penetrare ? Forse soltanto il nostro volto mascherato, osserviamo ed ammiriamo volti inesistenti fingendo di dimenticarci del nostro a tal punto da desiderare di essere l’altro.

A chi non è capitato di compiere un’azione del tutto naturale e di essere involontariamente intervenuto in una situazione in maniera risolutiva?

La differenza tra noi e i nostri supereroi mascherati forse consiste proprio in quell’”involontariamente” che in loro si trasforma in apertamente, consapevolmente.

Loro sanno che le coincidenze non esistono, osservano tutti gli  eventi e finiscono sempre per trovare il modo per trasformarli a loro vantaggio. Non parlano molto, i loro gesti sono tutti calibrati, la loro comunicazione non è mai disturbata se non è il loro interlocutore ad essere disturbato, sono semplicemente : centrati. Non sono solo dei maestri della trasformazione fisica, ma anche spirituale. Sono capaci di creare alleanze senza mai rompere l’alleanza di base: quella con sé stessi e con la propria promessa pronunciata nel momento X, quell’attimo della loro vita in cui hanno deciso di fare quel passo che non gli avrebbe più permesso di tornare alla vita dei “bei tempi”.

La morte, la malattia o la delusione di un genitore, di un tutore o di un mentore crea una voragine sotto a quei piedi e, per non precipitare, fanno un salto nel buio dei propri istinti e né estrapolano quanto di meglio sono capaci di trovare in quel momento.

Emulazione, paura, invidia, rabbia, compassione e quante altre sono quelle profonde emozioni che si accavallano fotogramma dopo fotogramma, che ci esaltano quando riusciamo a proiettare quel negativo fuori di noi, fuori da quella parte intima che tanto bene celiamo, perché, finché il ”cattivo è l’altro”, possiamo dormire sonni tranquilli.

Allora la nostra trepidazione non è forse il frutto di quell’alleanza che nasce dalla consapevolezza che non c’è, ai nostri occhi, personaggio più smascherato di colui che ha scelto di indossare una maschera?