Quali sono i mezzi di comunicazione ?

Quali sono i mezzi di comunicazione che l’uomo ha provato a sperimentare nel tempo? Dalla gestualità, alla parola e poi allo scritto, l’uomo non smette di cercare il mezzo più congeniale per "condividersi"…

Scripta manent verba volant, dicevano i latini, e la loro saggezza si è riconfermata nel tempo e nella storia della cultura e della comunicazione umana.

Abbiamo perso le tracce delle prime forme di comunicazione dell’uomo. Molti sostengono che l’essere umano era telepatico, e che in seguito impadronendosi di quello che sarebbe diventato un apparato fonatorio “particolare” tra gli esseri viventi, abbia lentamente perso questa capacità ora tanto invidiata e ricercata da molti. Non è escluso, anzi è praticamente ovvio, che oltre a questa eventualità, nel tempo gli uomini avessero stabilito dei segnali convenzionali e dei gesti che accompagnassero le prime forme di linguaggio.

La scrittura, per quanto le prime testimonianze siano molto antiche, si è, per ragione di cose, sviluppata solo in seguito. E mantenendo inalterata l’esigenza principale : comunicate all’esterno di sé i propri stati d’animo, le proprie paure, i propri desideri. Tutto quello che anche con le parole spesso è difficile far comprendere all’altro.

 

La scrittura è diventata un mezzo di comunicazione fondamentale e la ricerca di renderlo più comprensibile, più pratico, più “mobile” e più veloce non si è più arrestata.

 

La comunicazione di massa verbale (riti religiosi, riunioni, festini) già esistente dalla notte dei tempi diventa anche scritta con le lettere e i primi libri ma non riesce a trovare il giusto appagamento : manca ancora l’istantaneità della comunicazione. E così è cominciata la ricerca verso l’interpretazione di dati, e sistemi che permettessero una comunicazione a distanza e porta nel 1844 all’invenzione del Telegrafo. Gli entusiasmi per l’invenzione sembrano porre fine a questa ricerca, ma in realtà siamo solo agli inizi. La trasmissione dati era già cominciata e ben presto si susseguiranno a tamburo battente il Telefono e il Fonografo (1877), le scatole dei sogni : il Cinema (1895), la Radio (1901) e la Televisione (1925, a trasmissione regolare in Italia solo dal 1954).

Il nostro tanto amato Computer, ha in realtà cominciato la sua storia ben prima del telegrafo stesso, eppure la sua diffusione è solo relativamente recente ma sembra preservarci continue sorprese. Infatti i primi computer domestici obbligavano alla conoscenza di complessi linguaggi, e comunicavano solo con un utente : il suo padrone !

Poi si sono cominciate a creare le stampanti, i modem e le reti, i mouse, i monitor a colori, gli scanner, la posta elettronica, internet, le chat, i forum, le audio e le video chat, come per il telefono le comunicazioni si forniscono di “audio-grafia-video”.

Peccato (o per fortuna) che manchino ancora rispetto al libro del “tatto e dell’olfatto”!!!    

In ogni caso, ogni mezzo di comunicazione ha contribuito a modificare le regole di comunicazione, alla quale non sempre ci adeguiamo con saggezza e la possibilità di avere a nostra disposizione sistemi diversi, non sempre ci è d’aiuto.

Infatti insieme alle istruzioni per l’uso di ogni nuovo “strumento” dovrebbero fornirci di un promemoria, meglio se di un insegnante in carne ed ossa, che ci “ri-spieghi” le regole di buon comportamento e perché no, i codici da tempo dimenticati.

I mezzi di grande diffusione sono, infatti, estremamente utili, ma possono anche arrecare rischi gravi.

Un esempio banale è costituito dalla “fotocopiatrice” (1959). Dai primi libri degli amanuensi alla stampa gli sviluppi e la diffusione del libro è aumentata notevolmente, e il basto costo del sistema di fotocopiatura avrebbe dovuto agevolare la diffusione a basso costo dei testi. Ma l’ha talmente agevolata che tende ora a distruggerla. Esattamente come rischia di aggravarsi la situazione con Internet. Se da un lato, infatti è un ottima risorsa per quanti abbiano il desiderio di comunicare qualcosa e non si possano permettere i costi proibitivi dell’editoria, d’altro canto non c’è modo per proteggere la propria produzione scientifica in Internet e contestualmente questo fa lievitare ulteriormente i prezzi dell’editoria sempre più in crisi. Eppure è proprio grazie a questa grande diffusione che oggi le notizie si trasmettono in tempi quasi reali in ogni parte del mondo, e che per fare delle ricerche non è più indispensabile recarsi nella biblioteca nazionale di chissà quale stato.

Forse non è necessario che sparisca il libro, come molti in realtà temono. La coesistenza e il buon uso di tutti mezzi di comunicazione è sicuramente possibile e direttamente proporzionale al nostro buon senso.

 

E voi che ne pensate? che mezzo di comunicazione preferite? Scrivetemi

 

 

 

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