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Un incontro di anime

Treni e macchine hanno contribuito a permettere ai partecipanti del Workshop del “viaggio dell’anima”, di raggiungere Cassacco (UD).

Partita un po’ da pioniera, motivata solo dalla mia infinita passione per la comunicazione, armata di un piccolo zaino e dei miei fedeli compagni di viaggio: i libri, mi sono avventurata in questo Viaggio. La Comunicazione non conosce i confini dei chilometri, è la prima affermazione che viene alla mente quando ripenso al desiderio che ha visto unite dal sud al nord guide, professionisti del settore e “semplici” partecipanti.

Raccontare come si è svolto il tutto è cosa assai ardua. A meno che non si voglia “limitarsi” a parlare dell’accoglienza del Dott. Gilberto Gamberini e della sua adorabile mamma, della simpatia e vastità di conoscenze del Dott. Patrizio Bellini, della professionalità e cordialità del Dott. Aldo Nagar e della sua signora, le competenze della Dott.ssa Anna Russo e i preziosi racconti di Pietro Crestan, tra balli e pietanze argentine hanno contribuito a rendere piacevoli e indimenticabili questi giorni dedicati alla cura nostre anime.

Aldilà dei preconcetti, o del mio o tuo settore, che troppo spesso ci porta a fossilizzarci in campi iperspecialistici che nuocciono assai alla ricerca, in tutti vigeva in ogni istante una componente comune : la CURIOSITA’.

La curiosità per la vita, per l’altro, per il proprio sentire.

Due giornate armoniose!

E quando c’è armonia all’interno non può essere che armonioso il risultato che si volge all’esterno. Il Workshop di sabato mattina si è svolto tra l’attenzione e la curiosità dei presenti, che nonostante la bella giornata e l’argomento impegnativo, non hanno rinunciato a tornare il pomeriggio per assistere all’esperimento ipnotico gestito dal Dott. Nagar.

Un assaggio di quello che potrebbe essere il master, ma un assaggio molto sostanzioso, che ci ha fatto tornare tutti a casa, con la gioia di esserci stati e la tristezza che sia durato “troppo poco”.

Non rinunciamo a comunicare, seguiamo, quando li troviamo, “coloro che seguono l’uomo, perché non è facile trovare l’uomo” non è facile trovare noi stessi.

Grazie Gilberto, Grazie Anna, Grazie Pietro, Grazie Dott. Nagar, Grazie Luisa che hai organizzato il tutto, impresa assai ardua. Grazie a tutti i presenti che hanno contribuito con la loro energia a rendere unico e speciale questo incontro e a tutti coloro che contribuiranno a rendere altrettanto splendidi gli incontri futuri. Non temiate di ritrovarvi.

Saperci responsabili delle nostre azioni, può far paura, ma in realtà è lasciarsi andare in balia degli eventi e delle altrui responsabilità che dovrebbe terrorizzarci.

La disgrazia della nostra anima è che non è visibile ai più. Parliamo, agiamo, gesticoliamo ferendoci e gratificandoci vicendevolmente mille e più volte, poi…un colpo più forte ci segna per sempre…ma noi non lo vediamo e quindi non ci curiamo.

Eppure quanti medici saremmo disposti a visitare e quante cure saremmo disposti a fare per guarire una semplice unghia incarnita?

Togliamoci i veli dello scetticismo e sentiamoci più vicini al nostro cuore, al nostro sentire, è più facile farlo con chi ha già attraversato questi percorsi, certo, soprattutto se ci rendiamo contro che il “curarsi” altro non è che il “prendesi cura” l’amarsi come amiamo i nostri piccoli. Noi siamo semplicemente più cresciuti ma non per questo siamo meritevoli di meno cure, di meno attenzioni, di meno amore.