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Non esiste parola, gesto, movimento, tono di voce, silenzio che non esprima qualcosa. Gli studi sulla comunicazione non-verbale hanno sicuramente dimostrato che affermare che non-comunicare è impossibile non è un semplice assioma, ma una condizione inevitabile.

Quello che non è altrettanto scontato è la qualità della comunicazione. Molto spesso finiamo per comunicare solo perché non potremmo farne a meno ma non ne conosciamo le regole e nessuno ci ha fornito un libretto di istruzioni per imparare a comunicare in modo diretto univoco e chiaro.

Le nostre comunicazioni sono così spesso confuse e ci sentiamo incompresi, nonostante crediamo di sapere perfettamente cosa vogliamo comunicare.

Il Master il viaggio nell’anima può essere un’occasione più unica che rara per effettuare un viaggio dentro noi stessi, per recuperare quel libretto delle istruzioni che non abbiamo mai posseduto.

Un modo per cercare sé stessi e per varcare quella soglia che ci permette di andare oltre il limite di quello che siamo ed aprire le porte a quello che potremmo essere, per renderci finalmente conto che la paura di qualcosa non è la realtà di qualcosa. Per accettare che forse non potremo essere i primi in ogni specialità, e forse neanche nella specialità che ci hanno fatto credere fin da piccoli che fosse la nostra strada, ma in qualcosa saremo i primi, i quello che è sicuramente la nostra via e che semplicemente non abbiamo ancora trovato.

E fatichiamo tanto a scoprire quello che poi sembra evidente agli occhi di tutti solo perché ci ostiniamo a guardare le cose senza osservarle dando per assodata la stessa soluzione e chiudendo gli occhi alle altre soluzioni possibili.

Il viaggio dentro noi stessi ci permette di ripercorrere le nostre ferite, le nostre delusioni e di riparare e giungere alla guarigione. Ma per farlo bisogna conoscersi profondamente, saper riconoscere i nostri movimenti i nostri pensieri i nostri sentimenti.

Il desiderio di ricerca, dovrebbe corrispondere alla scelta di “ardere sempre senza bruciare mai”. Sentirsi arrivati è il primo passo della fine della ricerca, della fine del nostro viaggio. “L’istinto di conoscere non cessa mai”, dice Pessoa, ma a volte può assopirsi, a volte possiamo credere che trovare un uomo o una donna con cui metter su famiglia comprare una casa fare e crescere dei figli sia lo scopo del nostro viaggio. Ma così non è perché se così fosse la maggior parte delle persone sarebbe felice e non infelice e insoddisfatta come in realtà è. Conoscere, conoscersi è qualcosa che esula da tutti i progetti materiali. Esattamente come comunicare senza conoscere le regole per farlo. Crediamo che la risposta al nostro malessere sia nell’altro, nell’amore, nel lavoro, nel luogo in cui abitiamo, ma dove andiamo se in realtà è con noi stessi che stiamo male ?

Osserviamo il nostro corpo. Lo percepiamo come un insieme eppure tutti sappiamo che è il risultato di un’infinità di cellule che nel tentativo di combattere la loro solitudine hanno messo in comune la loro natura legandosi accettando di trasformarsi in un qualcosa che non è più la cellula d’origine né quella alla quale si è legata, ma semplicemente altro. Quando qualcuna di queste cellule non assolve al suo compito ne risentiamo, riscontriamo una mancanza che cerchiamo di colmare, ma erroneamente cerchiamo una risposta dall’esterno. Nello stesso modo il nostro bisogno d’amore finalizzato all’appagamento del nostro essere contribuisce al nostro apparente benessere senza risolvere il problema all’origine : trovare sé stesso per poi fare il salto all’altro in una continua circolarità.

Ringrazio ancora una volta Gilberto Gamberini per avermi invitata a partecipare all’incontro introduttivo del Master Il viaggio nell’anima tenuto il 16 luglio 2005 a Cassacco, che si è rivelata un’ulteriore occasione per far scoprire e riscoprire qual è il ruolo della comunicazione non-verbale all’interno di quel libretto di istruzioni che cerchiamo di ricomporre passo dopo passo esperienza dopo esperienza e che anche per me, infaticabile curiosa ha significato un momento di profondo ricongiungimento. A volte bisogna accettare di allontanarsi molto per mettere a fuoco e ritrovare la rotta sviata…

Queste sono solo alcune delle tematiche conduttrici di quello che sarà il Master il viaggio nell’anima, che comincerà ad ottobre e che custodisce in sé il piacere di aver incontrato qualcuno che ha il piacere di seguire l’uomo, perché “Tutti coloro che seguono l’uomo vanno seguiti, perché non è facile trovare l’uomo”, non è facile trovare sè!

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