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I Gossip, una comunicazione proficua o sterile?

L’attesa della nuova edizione del festival di SanRemo si fa sempre più febbricitante.

Momento per momento le notizie si accavallano e a colpi di esclusioni eclatanti e di ingressi inaspettati si è già sollevato il polverone della curiosità.

Se non tutti, una buona parte degli spettatori sembrano già pronti a schiacciare quel tasto per sintonizzarsi al più presto e cercare di scoprire il massimo numero di particolari, quasi come se dallo svolgersi di questi eventi dipendesse la loro stessa vita.

Ma da cosa viene generato questo fenomeno? Questa irrefrenabile necessità di sapere notizie di persone che mai si sono conosciute e forse mai si incontreranno ovvero de veri e propri sconosciuti?

Sicuramente da più fattori.

Il primo è proprio centrato sulla parola “sconosciuti” usata in senso quasi improprio. Parliamo di persone che facciamo entrare passivamente nelle nostre case tutti i giorni.

Ci piacciono o non li sopportiamo poco importa. In realtà è nelle nostre case che entrano e come siamo abituati a fare: prima di invitare vorremmo sapere chi invitiamo. Quindi per natura cerchiamo di acquisire il maggior numero di informazioni. Avete mai notato che chi segue maggiormente la televisione, ancor più che la radio, anche se distrattamente finisce per essere molto informato diciamo “suo malgrado”? l’orecchio tende a sapere.

La curiosità è innata.

Gli altri due elementi sono dovuti ad un fattore scatenato dal pubblico e da uno voluto dagli organizzatori.

Nessuno di noi, può, infatti, affermare di non aver mai sofferto di momenti di insoddisfazione, nella propria vita. E on è necessario svegliarsi e ritrovarsi adulti con tutti i grandi sogni da ragazzo infranti per desiderare, semmai anche solo per un momento di vivere la vita da “sogni” o gli amori folli di persone che ormai consideriamo quasi di famiglia.

Peccato che ascoltiamo spesso tutte queste vicende esattamente come le notizie del telegiornale: con apatia, anche il miglior interesse del momento difficilmente ci procurerà delle emozioni lontanamente paragonabili ad un dispiacere, anche minore, ma personale. Quindi sono situazioni e storie che finiscono spesso per essere date come pasto fugace per un appagamento del momento, per garantirsi una sorta di accanimento d’avanti a quel piccolo schermo che assicuri appunto, agli organizzatori quello che più anelano far funzionare al massimo una macchina di spettacolo affinché sia remunerativo riproporla nel tempo.

Così tra approvazioni scalate di successo e critiche, tra segreti di pulcinella e gialli mai realmente spiegati, il Festival di SanRemo continua ad essere una grande giostra d’atri tempi che modernizzata, non rinuncia comunque a creare l’effetto della grande aspettativa non dimenticando di elargire non di rado sogni capaci di intrappolarci in realtà poco reali, ma anche di stravolgere la nostra visione della vita. Tutto dipende sempre dall’uso che scegliamo di farne noi.